Nascita: 27 giugno 1948, Andrano. Morte: 26 settembre 2026, Tricase (hospice Casa di Betania), a 78 anni.
Chi era
Bruno Musarò è stato un Arcivescovo e diplomatico della Santa Sede. Dal 1977 al 2023, per quasi mezzo secolo, ha lavorato nel servizio diplomatico della Santa Sede e, dal 1994, ha rappresentato il Papa con il titolo di nunzio apostolico: Panama, Madagascar e isole vicine, Guatemala, Perù, Cuba, Egitto e Costa Rica. Nato ad Andrano, nel Salento, il 27 giugno 1948, è morto sabato 26 settembre 2026, a 78 anni, dopo una lunga malattia. Per i suoi concittadini restava semplicemente «don Bruno».
La famiglia e la formazione
Era il maggiore dei sei figli di Menotti Musarò e di Violetta Urso e fratello di Salvatore Musarò, oggi Sindaco di Andrano (Il Gallo, 26 settembre 2026). Si formò nei seminari di Molfetta e di Otranto. Fu ordinato sacerdote il 19 settembre 1971 per l’arcidiocesi di Otranto, per mano di monsignor Nicola Riezzo (Arcidiocesi di Otranto). Studiò poi a Roma alla Pontificia Accademia Ecclesiastica, la scuola che prepara i diplomatici della Santa Sede, e conseguì il dottorato in diritto canonico.

Gli inizi nel servizio diplomatico
Nel 1977 cominciò la carriera diplomatica al servizio della Santa Sede. Prima di diventare vescovo lavorò nelle rappresentanze pontificie in Corea, in Repubblica Centrafricana, a Panama, in Bangladesh e in Spagna, e in Italia; prestò servizio anche alla Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato (L’Osservatore Romano, 26 settembre 2026).
Il primo incarico da nunzio: Panama
Il 3 dicembre 1994 Giovanni Paolo II lo scelse come Arcivescovo titolare di Abari e come suo rappresentante a Panama, con il titolo di nunzio apostolico. Ricevette l’ordinazione episcopale dallo stesso pontefice il 6 gennaio 1995, in San Pietro, con gli arcivescovi Giovanni Battista Re e Jorge María Mejía come co-consacranti (Wikipedia in italiano). Secondo Il Gallo, diversi suoi concittadini andarono a Roma per l’occasione e, al ritorno, gli riservarono un’accoglienza che il paese ricorda ancora.
Africa e Americhe
Il 25 settembre 1999 divenne rappresentante pontificio in Madagascar, a Mauritius e alle Seychelles, e delegato apostolico alle Comore e a La Réunion. Il 10 febbraio 2004 Giovanni Paolo II lo trasferì in Guatemala. Il 5 gennaio 2009 Benedetto XVI lo nominò nunzio in Perù e il 6 agosto 2011 a Cuba, dove, secondo Il Gallo, nel marzo del 2012 accolse lo stesso Benedetto XVI durante il viaggio apostolico sull’isola.

Alla fine dell’estate del 2014, durante un periodo di vacanza in Italia, rilasciò dichiarazioni sulla situazione dell’isola (Wikipedia in inglese indica settembre, ma Catholicism.org ne parla già il 29 agosto). Secondo Wikipedia in inglese parlò di povertà estrema e di degrado umano e civile e criticò duramente il governo cubano, dicendo di sperare di lasciare l’isola quando il regime fosse scomparso. Il sito Catholicism.org rilanciò la notizia, già circolata altrove, senza riportare le sue parole. Le fonti consultate non permettono di ricostruire il contesto preciso in cui Musarò le pronunciò.
L’Egitto e la Lega araba
Il 2 febbraio 2015 Papa Francesco lo nominò nunzio nel paese nordafricano e suo rappresentante presso la Lega araba (la data è il 5 febbraio per L’Osservatore Romano e per Wikipedia in tedesco). Secondo Wikipedia in italiano, in Egitto favorì la ripresa di rapporti regolari tra la Chiesa cattolica e l’islam sunnita dopo l’interruzione del 2006: il momento più alto fu l’incontro del 23 maggio 2016 tra Papa Francesco e il Grande Imam di al-Azhar, Ahmad al-Tayyib.

Costa Rica e il ritiro
Il 29 agosto 2019 Francesco lo nominò nunzio in Costa Rica, sua ultima sede. All’inizio di settembre del 2023, riferisce il sito El Observador, il ministero degli Esteri costaricano gli dedicò un saluto ufficiale: il Ministro Arnoldo André parlò di «un ponte di dialogo e cooperazione» tra le istituzioni religiose e la società civile, e il ministero riconobbe il suo ruolo nell’accoglienza e nella tutela dei rappresentanti della Chiesa perseguitata del Nicaragua. L’11 luglio 2023 il Papa aveva accettato la rinuncia, presentata al compimento dei 75 anni, l’età prevista per i rappresentanti pontifici.

Gli ultimi anni ad Andrano
Tornato in Salento, si stabilì ad Andrano e restò in contatto diretto con la comunità del paese e con l’arcidiocesi. Nel 2025 era ancora presente, accanto all’Arcivescovo Francesco Neri, alle solenni celebrazioni dei Santi Martiri di Otranto, e restò legato a Maria Santissima delle Grazie, patrona del paese (Il Gallo). Il 6 gennaio 2026 gli fu assegnata la sede titolare di Castro di Puglia, e per questo gli articoli sulla morte lo chiamano Arcivescovo di Castro (L’Osservatore Romano, Corriere Salentino). Negli ultimi tempi la malattia aveva ridotto via via la sua attività (Il Gallo).

La morte e i funerali
L’Osservatore Romano ha dato la notizia il 26 settembre 2026: il nunzio emerito è morto «oggi, sabato 26 settembre» a 78 anni. Secondo il Corriere Salentino, che pubblicò l’annuncio alle 11.13, si è spento in mattinata all’hospice «Casa di Betania» di Tricase; Il Gallo parla anch’esso di Casa Betania e di una lunga malattia. L’arcidiocesi di Otranto ricorda che, colpito da una grave malattia, la visse «con serenità e fede cristiana» e a casa sua, ad Andrano.
I funerali sono stati celebrati domenica 27 settembre, alle 16, nella chiesa parrocchiale di Maria Santissima delle Grazie ad Andrano. La concelebrazione è stata presieduta dall’Arcivescovo di Otranto, Francesco Neri, con altri vescovi, numerosi sacerdoti e autorità civili e militari. Il Gallo parlava di una camera ardente nella chiesa Matrice di Andrano. La Pro Loco di Andrano lo ha ricordato in un messaggio che Il Gallo riporta il 28 settembre, con le parole «Le radici possono diventare ali», ringraziandolo di aver fatto conoscere Andrano nel mondo e di averla tenuta sempre nel cuore.
La sepoltura
Gli articoli di cronaca che abbiamo letto sulla morte e sulle esequie non dicono dove sia stato sepolto. Solo la voce di Wikipedia in italiano scrive che, dopo i funerali, la salma è stata tumulata nel Cimitero di Andrano, senza indicare una fonte: per questo non lo diamo come dato accertato e lo lasciamo senza luogo di sepoltura.
Gli incarichi in sintesi
- 1971: sacerdote per l’arcidiocesi di Otranto
- 1977: entra nel servizio diplomatico della Santa Sede
- 1994-1999: nunzio apostolico a Panama
- 1999-2004: Madagascar, Mauritius, Seychelles, Comore e La Réunion
- 2004-2009: Guatemala
- 2009-2011: Perù
- 2011-2015: Cuba
- 2015-2019: Egitto e Lega araba
- 2019-2023: Costa Rica
Date da ricordare
- 27 giugno 1948: nasce ad Andrano
- 19 settembre 1971: ordinazione sacerdotale
- 6 gennaio 1995: ordinazione episcopale a San Pietro
- 2 febbraio 2015: nominato nunzio in Egitto (5 febbraio per altre fonti)
- 11 luglio 2023: il Papa accetta la sua rinuncia
- 6 gennaio 2026: assegnato alla sede titolare di Castro di Puglia
- 26 settembre 2026: muore; il 27 i funerali ad Andrano
1948–2026
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano, voce «Bruno Musarò» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese, voce «Bruno Musarò» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in tedesco, voce «Bruno Musarò» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikidata, «Bruno Musarò» (Q800042) consultata il 16 ottobre 2026
- L'Osservatore Romano, «La morte del nunzio apostolico Bruno Musarò» consultata il 16 ottobre 2026
- Corriere Salentino, «Si è spento Mons. Bruno Musarò, Arcivescovo di Castro e Nunzio Apostolico emerito» consultata il 16 ottobre 2026
- Arcidiocesi di Otranto, comunicato sulla morte di mons. Bruno Musarò consultata il 16 ottobre 2026
- Il Gallo, «Andrano piange monsignor Bruno Musarò, una vita al servizio della diplomazia vaticana» consultata il 16 ottobre 2026
- Il Gallo, «Grazie don Bruno: Andrano saluta il figlio che portò sempre il paese nel cuore» consultata il 16 ottobre 2026
- El Observador CR, «Costa Rica despide a embajador del papa con reconocimiento por atención a crisis de Nicaragua» consultata il 16 ottobre 2026
- Catholicism.org, «Apostolic Nuncio to Cuba Blasts Communist Regime» consultata il 16 ottobre 2026
Immagine: Frank1075, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)
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