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Sandro Botticelli

A cura di Cimiteri.Online

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Chi era

Sandro Botticelli fu uno dei pittori più rappresentativi del Rinascimento fiorentino, legato alla corte culturale dei Medici e capace di trasformare la mitologia classica in immagini diventate tra le più riconosciute della storia dell'arte occidentale. La Primavera e la Nascita di Venere, dipinte per la famiglia Medici, restano ancora oggi le opere con cui il grande pubblico identifica il Rinascimento italiano. Nell'ultima parte della vita la sua pittura cambiò segno, sotto l'influenza delle prediche di Girolamo Savonarola, spostandosi verso temi religiosi più austeri.

La vita

Nacque a Firenze, quarto e ultimo figlio del conciatore Mariano di Vanni Filipepi: la data esatta di nascita non è documentata con precisione dalle fonti del tempo, e gli studiosi la collocano tra la fine del 1444 e i primi mesi del 1445 sulla base di documenti fiscali fiorentini. Il soprannome Botticelli, con cui è passato alla storia, derivava probabilmente da un fratello maggiore o da un orafo presso cui il giovane Alessandro fece pratica prima di dedicarsi alla pittura. Tra il 1464 e il 1467 fu allievo di Filippo Lippi, che lo portò con sé a Prato per gli affreschi del duomo cittadino; frequentò poi la bottega di Andrea del Verrocchio e subì l'influenza dei fratelli Antonio e Piero del Pollaiolo.

Nel 1470 risulta già attivo come maestro indipendente: aprì una propria bottega e ricevette la prima commissione pubblica di rilievo, la Fortezza per il tribunale della Mercanzia di Firenze. A metà degli anni Settanta entrò nel giro delle committenze medicee, dipingendo tra l'altro un vessillo per una giostra cavalleresca dedicata a Simonetta Vespucci nel 1475 e l'Adorazione dei Magi per Santa Maria Novella, quadro in cui inserì i ritratti di più membri della famiglia Medici. Il 27 ottobre 1480 si recò a Roma insieme ad altri pittori fiorentini, chiamato da papa Sisto IV a decorare la Cappella Sistina: vi realizzò tre affreschi, tra cui le Prove di Mosè e la Punizione dei ribelli. Rientrò a Firenze dopo la morte del padre, nel febbraio 1482, e non tornò più a Roma.

Negli anni Ottanta del Quattrocento dipinse le sue opere mitologiche più note, la Primavera e la Nascita di Venere, entrambe realizzate per rami della famiglia Medici, probabilmente per Lorenzo di Pierfrancesco. Dopo il 1490, sotto la crescente influenza delle prediche di Girolamo Savonarola, la sua pittura si orientò quasi esclusivamente verso soggetti religiosi, con figure più allungate e ascetiche: ne è testimonianza la Natività mistica del 1501. Il Vasari racconta che Botticelli divenne un seguace convinto delle idee del frate domenicano, anche se probabilmente ne attenuò pubblicamente le manifestazioni per non compromettere i rapporti con i committenti. Morì a Firenze il 17 maggio 1510.

L'opera e ciò che resta

Oltre ai due capolavori mitologici, Botticelli lasciò un corpus vasto che comprende ritratti, come il celebre Giovane con la medaglia di Cosimo de' Medici, pale d'altare e un ciclo di illustrazioni per la Divina Commedia di Dante, di cui sopravvivono novantatré disegni su pergamena, testimonianza di un lavoro a cui l'artista dedicò energie considerevoli negli ultimi decenni. La sua linea, elegante e ritmata, capace di dare movimento a capelli e vesti senza cercare l'effetto plastico tipico di altri maestri del suo tempo, ha fatto scuola nella pittura fiorentina di fine Quattrocento. Dopo un lungo periodo di relativo oblio critico tra Sei e Settecento, Botticelli fu riscoperto nell'Ottocento dai preraffaelliti inglesi, che ne fecero un modello di riferimento, e da allora la sua fortuna non si è più interrotta: la Primavera e la Nascita di Venere, entrambe conservate agli Uffizi di Firenze, restano tra le opere più visitate e riprodotte al mondo.

Dove riposa

Botticelli fu sepolto il 17 maggio 1510 nella tomba di famiglia dei Filipepi, nella chiesa di Ognissanti a Firenze, lo stesso edificio in cui aveva dipinto, anni prima, l'affresco di Sant'Agostino nello studio. La chiesa, francescana, sorge nel quartiere dove la famiglia Filipepi aveva vissuto e lavorato per generazioni, e la scelta di esservi sepolto conferma il legame con quella porzione di città più che con l'ambiente di corte per cui pure aveva lavorato. La tomba, semplice, si trova ancora oggi in Ognissanti, meta di visita per chi segue gli itinerari botticelliani di Firenze insieme agli Uffizi.

Date da ricordare

  • 1445 circa: nasce a Firenze, tra la fine del 1444 e l'inizio del 1445
  • 1470: apre una bottega propria e riceve la prima commissione pubblica
  • 1480: lavora agli affreschi della Cappella Sistina, a Roma
  • 1482-1485 circa: dipinge la Primavera e la Nascita di Venere
  • 1510: muore a Firenze il 17 maggio
Sandro Botticelli - La nascita di Venere - Google Art Project - edited
Sandro Botticelli – La nascita di Venere – Google Art Project – edited. Autore: Sandro Botticelli. Licenza: Public domain.

1445–1510 · Pittore rinascimentale, autore de La nascita di Venere e la Primavera

Dove riposa

Chiesa di Ognissanti (tomba di famiglia Filipepi), Firenze

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Sandro Botticelli, Public domain (Wikimedia Commons)

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