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David Bowie

Cantautore, Polistrumentista e Attore britannico

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Chi era

David Bowie, nato David Robert Jones, è stato un cantautore e attore inglese, tra i musicisti più influenti del Novecento. Cominciò a suonare negli anni sessanta e ottenne il primo successo nel 1969 con Space Oddity; negli anni successivi si ripresentò più volte con personaggi e stili nuovi, da Ziggy Stardust al Thin White Duke, dal soul di Philadelphia alla trilogia di Berlino, fino al grande successo commerciale di Let’s Dance. È morto il 10 gennaio 2016, due giorni dopo l’uscita del suo ultimo disco, Blackstar, che molti hanno letto come un addio.

Infanzia e famiglia

Nacque a Brixton, a Londra, l’8 gennaio 1947, e la famiglia abitava al numero 40 di Stansfield Road. La madre, Margaret Mary detta Peggy, era cameriera in un cinema; il padre, Haywood Stenton detto John Jones, originario di Doncaster, lavorava per l’ente benefico Barnardo’s (Wikipedia in inglese). Dal 1953 la famiglia si trasferì nella zona di Bromley e nel 1955 a Sundridge Park. A nove anni il padre gli portò dei dischi americani, fra cui Tutti Frutti di Little Richard: Bowie raccontò più tardi che ascoltare Little Richard fu per lui un’esperienza quasi religiosa.

Il fratellastro Terry Burns, di dieci anni più grande, ebbe una forte influenza su di lui: gli fece conoscere il jazz moderno, il buddismo e la poesia beat. Soffriva di schizofrenia e di crisi convulsive, e più persone della famiglia ebbero disturbi dello spettro schizofrenico; secondo Wikipedia in inglese questo è stato indicato come un’influenza sulle sue prime opere. Nel 1961 la madre gli regalò un sassofono e prese lezioni dal sassofonista Ronnie Ross. Nel 1962 un amico, George Underwood, lo colpì all’occhio sinistro durante una lite per una ragazza: dopo i ricoveri il danno non fu riparabile e gli rimase una pupilla permanentemente dilatata, tratto che divenne uno dei suoi segni distintivi. I due restarono amici, e Underwood disegnò le copertine dei primi dischi.

La casa al numero 40 di Stansfield Road, a Brixton, dove David Bowie visse fino all'età di sei anni (marzo 2025)
La casa al numero 40 di Stansfield Road, a Brixton, dove David Bowie visse fino all'età di sei anni (marzo 2025) — Eden, Janine and Jim, CC BY 2.0. Wikimedia Commons

Gli esordi

Nel 1962, a quindici anni, fondò la prima band, i Konrads, che suonava rock and roll nelle feste e ai matrimoni. Lasciata la scuola tecnica, comunicò ai genitori che voleva diventare una pop star, e la madre gli trovò un lavoro da aiutante elettricista. Passò per diverse band, senza successo discografico. Per non essere confuso con Davy Jones dei Monkees scelse il nome David Bowie, ispirato al pioniere americano James Bowie e al coltello che lo rese famoso. Il primo disco con quel nome, il singolo Can’t Help Thinking About Me, uscì nel gennaio 1966 e passò inosservato. Nel 1967 pubblicò l’album David Bowie, che ebbe la stessa sorte, ma in quel periodo cominciò il rapporto con il produttore Tony Visconti, che con lunghe pause durò per tutta la sua carriera.

Studiò anche mimo e teatro con Lindsay Kemp, da cui, scrive Repubblica, imparò l’uso del corpo e della scena. A Beckenham fondò con altri un club folk, il Beckenham Arts Lab, e organizzò un festival gratuito, ricordato in Memory of a Free Festival.

Da Space Oddity a Hunky Dory

Il singolo Space Oddity, storia dell’astronauta immaginario Major Tom, uscì l’11 luglio 1969, cinque giorni prima del lancio dell’Apollo 11, e arrivò fra i primi cinque del Regno Unito; il disco che lo conteneva, uscito a novembre, ebbe invece poco riscontro. Il 19 marzo 1970 sposò Angela Barnett a Bromley, e il 30 maggio 1971 nacque il figlio Duncan. Seguirono The Man Who Sold the World, di suono più duro, e Hunky Dory (1971), con la produzione di Ken Scott, nel quale rendeva omaggio ad artisti come Bob Dylan e Andy Warhol. Nello stesso anno un viaggio negli Stati Uniti gli suggerì l’idea del personaggio che sarebbe diventato Ziggy Stardust, un rocker che desse l’impressione di essere atterrato da Marte, come dichiarò al ritorno.

Ziggy Stardust e gli anni settanta

Il 10 febbraio 1972, al Toby Jug pub di Tolworth, presentò lo spettacolo di Ziggy Stardust con gli Spiders from Mars. The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars uscì a giugno; dopo l’esibizione di luglio a Top of the Pops con Starman il disco salì in classifica e vi restò per due anni. Collaborò a Transformer di Lou Reed e a Raw Power di Iggy Pop, e scrisse All the Young Dudes per i Mott the Hoople. Con Aladdin Sane (1973) ottenne il primo numero uno nel Regno Unito. Bowie raccontò di aver faticato a separare sé stesso dal personaggio; il 3 luglio 1973, all’Hammersmith Odeon di Londra, annunciò sul palco il ritiro di Ziggy.

Nel 1974 si trasferì negli Stati Uniti, a New York e poi a Los Angeles, e pubblicò Diamond Dogs, numero uno nel Regno Unito. Con Young Americans (1975), da lui definito «plastic soul», ebbe il primo numero uno negli Stati Uniti con Fame, scritta con John Lennon. In Station to Station (1976) comparve il personaggio del Thin White Duke; nello stesso anno fu protagonista del film L’uomo che cadde sulla Terra. Il periodo fu segnato dalla dipendenza dalla cocaina, che Bowie stesso descrisse in seguito come al culmine proprio in quegli anni, e da alcune dichiarazioni sul fascismo e da un gesto fotografato alla stazione Victoria che alcuni giudicarono un saluto nazista; lui sostenne di essere stato colto mentre salutava, attribuì quelle frasi alla droga e al personaggio, e in seguito chiese scusa e criticò il razzismo (Wikipedia in inglese).

David Bowie in concerto all'Universal Amphitheatre di Los Angeles (4 settembre 1974)
David Bowie in concerto all'Universal Amphitheatre di Los Angeles (4 settembre 1974) — Tony Barnard, Los Angeles Times, CC BY 4.0. Wikimedia Commons

Berlino

Nell’agosto 1976 si trasferì a Berlino Ovest con Iggy Pop, per allontanarsi dalla droga e dai riflettori. Con Visconti e Brian Eno incise la trilogia di Berlino: Low (uscito nel gennaio 1977), “Heroes” (1977) e Lodger (1979). Il titolo “Heroes”, uscito anche in versione tedesca e francese, divenne uno dei suoi brani più noti. Nel 1978 fece una lunga tournée mondiale; per allora, riferisce Wikipedia in inglese, aveva superato la dipendenza.

La targa a Berlino-Schöneberg, Hauptstraße 155, dove Bowie visse negli anni berlinesi (2016)
La targa a Berlino-Schöneberg, Hauptstraße 155, dove Bowie visse negli anni berlinesi (2016) — OTFW, Berlin, CC BY-SA 3.0. Wikimedia Commons

Gli anni ottanta

Con Scary Monsters (1980) arrivò al primo posto con Ashes to Ashes, il cui videoclip, girato con alcuni frequentatori del Blitz, il locale londinese dei New Romantic, è ricordato come uno dei più innovativi. Nel 1981 incise con i Queen Under Pressure, terzo numero uno nel Regno Unito. Il punto più alto del successo fu Let’s Dance (1983), prodotto con Nile Rodgers, seguito dalla tournée Serious Moonlight. Nel 1985 partecipò al concerto Live Aid a Wembley e incise con Mick Jagger Dancing in the Street, il cui ricavato andò alla lotta contro la carestia in Etiopia.

Dalla fine degli anni ottanta fino al 1992 fu il cantante del gruppo hard rock Tin Machine, esperienza accolta con freddezza. Il 20 aprile 1992 partecipò al concerto in ricordo di Freddie Mercury a Wembley.

Gli anni novanta e duemila

Dopo lo scioglimento dei Tin Machine tornò a incidere da solo con Black Tie White Noise (1993). Con Eno realizzò Outside (1995); con Earthling (1997) sperimentò il drum and bass. Seguirono Hours (1999), Heathen (2002) e Reality (2003); la tournée collegata, nel 2004, fu interrotta quando, il 25 giugno, ebbe un dolore al petto sul palco di un festival in Germania: una coronaria bloccata, trattata con un’angioplastica a Amburgo. Dopo quell’episodio ridusse molto la produzione. La sua ultima esibizione dal vivo risale al novembre 2006, a un evento benefico a New York.

Nel 1999 il governo francese lo nominò Commandeur dell’Ordre des Arts et des Lettres e ricevette una laurea honoris causa dal Berklee College of Music. Rifiutò la CBE nel 2000 e il titolo di cavaliere nel 2003.

Il ritorno e gli ultimi anni

L’8 gennaio 2013, giorno del suo sessantaseiesimo compleanno, annunciò The Next Day, primo album dopo un decennio, registrato in segreto. Arrivò primo nel Regno Unito e gli valse, nel 2014, il Brit Award come miglior solista britannico: fu il più anziano di sempre a riceverlo. Nel 2014 gli fu diagnosticato un tumore al fegato, che tenne riservato. Lavorò a un musical, Lazarus, che debuttò a New York il 7 dicembre 2015: quella sera fu la sua ultima apparizione pubblica. Registrò in segreto Blackstar, uscito l’8 gennaio 2016, il giorno del suo sessantanovesimo compleanno.

Il cinema e la vita privata

Come attore preferì le parti piccole ai ruoli da protagonista: oltre a L’uomo che cadde sulla Terra è ricordato in Merry Christmas, Mr. Lawrence (1983), Labyrinth (1986), Basquiat (1996) e The Prestige (2006). Dopo il divorzio da Angela, nel 1980, conobbe a ottobre 1990 la modella somalo-americana Iman, che sposò il 24 aprile 1992 in una cerimonia privata a Losanna; la figlia Alexandria nacque il 15 agosto 2000.

Le opere

  • 1969 — Space Oddity
  • 1971 — Hunky Dory
  • 1972 — The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars
  • 1975 — Young Americans, con Fame
  • 1977 — Low e “Heroes”
  • 1980 — Scary Monsters (and Super Creeps)
  • 1981 — Under Pressure, con i Queen
  • 1983 — Let’s Dance
  • 1997 — Earthling
  • 2013 — The Next Day
  • 2016 — Blackstar

La morte

Bowie morì il 10 gennaio 2016 nel suo appartamento di New York, di cancro al fegato. L’annuncio comparve sui suoi canali ufficiali: se n’era andato serenamente, con la famiglia accanto, dopo diciotto mesi di lotta contro il cancro. Il figlio Duncan Jones scrisse che era vero e che sarebbe rimasto per un po’ lontano dai social. Il regista Ivo van Hove, che con lui aveva fatto Lazarus, disse alla radio olandese che Bowie aveva continuato a lavorare fino alla fine. Il produttore Tony Visconti definì Blackstar un dono d’addio e scrisse che la sua morte era stata come la sua vita, un’opera d’arte (BBC, Repubblica e Wikipedia in inglese).

Per Paul McCartney era stato un grande protagonista della musica britannica. A Brixton, davanti al murale che lo ritrae nel suo quartiere di nascita, i fan lasciarono fiori e cantarono le sue canzoni; ritrovi spontanei si formarono anche a Berlino, a Los Angeles e davanti alla sua casa di New York.

L'omaggio spontaneo davanti all'appartamento di Bowie in Lafayette Street, a New York, il giorno dopo l'annuncio della morte (12 gennaio 2016)
L'omaggio spontaneo davanti all'appartamento di Bowie in Lafayette Street, a New York, il giorno dopo l'annuncio della morte (12 gennaio 2016) — David Shankbone, CC BY 3.0. Wikimedia Commons

Bowie non voleva un funerale e, secondo il certificato di morte citato da Wikipedia in inglese, fu cremato; come aveva disposto nel testamento, le ceneri furono sparse con una cerimonia buddista a Bali. Secondo Wikipedia in italiano, il 14 gennaio i quotidiani statunitensi diffusero la notizia che era stato cremato due giorni prima, nel New Jersey; la famiglia, con un comunicato su Facebook, ringraziò i fan e annunciò una cerimonia strettamente privata. Wikipedia in italiano parla di una notte fra il 10 e l’11 gennaio, mentre Repubblica, la BBC e Wikipedia in inglese indicano il 10.

L’eredità

Nel corso della vita vendette oltre cento milioni di dischi e ricevette sei Grammy e quattro Brit Award; nel 1996 fu inserito nella Rock and Roll Hall of Fame. La mostra David Bowie Is, aperta al Victoria and Albert Museum nel 2013, fu vista da più di trecentomila persone e poi girò il mondo, con circa due milioni di visitatori; il 13 settembre 2025 il V&A East Storehouse ha inaugurato il David Bowie Centre, che custodisce il suo archivio. Nel 2015 gli è stato intitolato l’asteroide 342843 Davidbowie e nel 2018 una statua è stata inaugurata ad Aylesbury, la città dove, per Wikipedia in inglese, aveva portato Ziggy in concerto. Wikipedia in inglese ricorda anche che, pur essendo la sua sessualità discussa, è considerato una figura importante per la comunità LGBTQ.

La statua «Earthly Messenger» in Market Square, ad Aylesbury, dedicata a Bowie (2023)
La statua «Earthly Messenger» in Market Square, ad Aylesbury, dedicata a Bowie (2023) — No Swan So Fine, CC BY-SA 4.0. Wikimedia Commons

Date da ricordare

  • 8 gennaio 1947 — nasce a Brixton, a Londra
  • 11 luglio 1969 — esce il singolo Space Oddity
  • 10 febbraio 1972 — il primo spettacolo di Ziggy Stardust a Tolworth
  • 3 luglio 1973 — l’addio a Ziggy all’Hammersmith Odeon
  • 1983 — Let’s Dance
  • 24 aprile 1992 — sposa Iman a Losanna
  • 8 gennaio 2013 — annuncia The Next Day
  • 8 gennaio 2016 — esce Blackstar
  • 10 gennaio 2016 — muore a New York

1947–2016

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: David Shankbone, CC BY 3.0 (Wikimedia Commons)

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