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Sandro Munari

Pilota di rally italiano

Nascita
Scomparsa

Riposa a Cimitero di Cavarzere

Un QR per raggiungere questa memoria

Il rito

Per lasciare un gesto serve entrare: bastano pochi istanti.

Così la famiglia sa chi l'ha acceso.

Nascita: 27 marzo 1940, Cavarzere. Morte: 28 febbraio 2026, Bologna, a 85 anni.

Chi era

Sandro Munari è stato uno dei più grandi piloti di rally italiani, legato per sempre alla Lancia e alla Stratos. Nato nel marzo 1940 a Cavarzere, in provincia di Venezia, è morto a Bologna, a 85 anni, nella notte fra venerdì 27 e sabato 28 febbraio 2026, dopo una lunga malattia. Per gli appassionati era «il Drago», o «il Drago di Cavarzere». Vinse sette gare del campionato mondiale rally, tre edizioni consecutive del Rally di Montecarlo dal 1975 al 1977 e fu il primo pilota italiano a conquistare la Coppa FIA, nel 1977, quando il titolo mondiale per piloti non esisteva ancora, perché fu istituito ufficialmente solo nel 1979.

Le origini

Era nato a Cavarzere, un paese della pianura veneta sulle rive dell’Adige, in una famiglia di agricoltori (TuttoMercatoWeb, sulla base di un lancio ANSA, e Wikipedia in francese). Sulla data di nascita le fonti sono quasi concordi: il 27 marzo 1940 secondo Wikipedia in italiano, in inglese, in francese e in tedesco e secondo TuttoMercatoWeb; Wikidata riporta invece il 28 marzo, e Automoto scrive che avrebbe compiuto 86 anni il 26 marzo, una data diversa dalle altre.

Veduta aerea di Cavarzere, in provincia di Venezia, il paese in cui Sandro Munari nacque (2015)
Veduta aerea di Cavarzere, in provincia di Venezia, il paese in cui Sandro Munari nacque (2015) — Didier Descouens, CC BY-SA 4.0. Wikimedia Commons

Gli inizi: kart e navigatore

Cominciò con i kart nel 1963 e già nel 1964 era in gara come navigatore di Arnaldo Cavallari, allora considerato il miglior pilota italiano di rally, per la scuderia Jolly Club, a bordo di un’Alfa Romeo Giulia TI Super. Con lui conquistò il Rally di Sardegna e il Rally di San Martino di Castrozza. L’anno seguente prese il volante e partecipò al campionato nazionale (Wikipedia in italiano; secondo la versione francese il primo anno al volante fu il 1966). Nel 1967 vinse il Tour de Corse con Luciano Lombardini e il titolo italiano; ne vinse un secondo nel 1969, sempre con la Lancia.

La Lancia: Fulvia e Stratos

Il suo nome divenne famoso con la Lancia, la squadra dei successi italiani degli anni Sessanta e Settanta. Con la Fulvia HF 1600 e il navigatore Mario Mannucci vinse nel 1972 il Rally di Montecarlo, la prima volta per un pilota italiano (TuttoMercatoWeb); le fonti ricordano soprattutto la sfida contro Porsche, Alpine e Mini (HDmotori). Nello stesso 1972 fece squadra con Arturo Merzario sulla Ferrari 312 PB e vinse la Targa Florio; con lo stesso equipaggio fu quarto alla 1000 km di Zeltweg. Nel 1971 aveva vinto la Mitropa Rally Cup, nel 1973 il titolo europeo rally e il Tour de France Automobile, una gara fra strada e pista in cui, scrive Wikipedia in francese, perse sette chili.

Sandro Munari e Mario Mannucci su una Lancia Stratos HF Marlboro al Rallye di Sanremo del 1974
Sandro Munari e Mario Mannucci su una Lancia Stratos HF Marlboro al Rallye di Sanremo del 1974 — Carl Imber, Public domain. Wikimedia Commons

Poi arrivò la Stratos, la vettura progettata e costruita apposta per i rally, di cui, ricorda HDmotori, Munari capì subito le potenzialità e per la quale sostenne la Squadra Corse nello sviluppo. Al volante della Stratos vinse nel 1974 il Rally di Sanremo e il Rally dei Rideau Lakes in Canada, e poi Montecarlo nel 1975, 1976 e 1977; nel 1976 il Tour de Corse (con Silvio Maiga, secondo Wikipedia in francese) e il Rally del Portogallo, nel 1977 il Rally del Sudafrica (con Piero Sodano). Il navigatore più fedele fu Mannucci, accanto a lui dal 1971 al 1975; poi lo seguirono Maiga nel 1976 e Sodano nel 1977 e 1978.

Sandro Munari e Mario Mannucci su una Lancia Stratos HF Alitalia nella prima prova speciale del Rallye di Sanremo, 1° ottobre 1975
Sandro Munari e Mario Mannucci su una Lancia Stratos HF Alitalia nella prima prova speciale del Rallye di Sanremo, 1° ottobre 1975 — BIASIOLI Photo, Public domain. Wikimedia Commons

Il numero delle vittorie a Montecarlo non è riportato in modo uguale dappertutto: quattro (1972, 1975, 1976 e 1977) per Wikipedia in italiano e in francese e per HDmotori; cinque per Wikipedia in tedesco; Il Giorno parla solo del triplete 1975-1977. Qui si seguono le prime tre fonti. La Coppa FIA piloti del 1977 fu il riconoscimento maggiore della sua carriera: all’epoca il campionato mondiale per piloti non esisteva, e la Coppa valeva come titolo, scrive Wikipedia in francese.

Il mancato debutto in Formula 1

Un episodio che l’edizione italiana di Wikipedia riporta con chiarezza: fu Frank Williams, nel 1973, a offrirgli la guida di una Iso-Marlboro al Gran Premio del Sudafrica di Formula 1, al posto dell’infortunato Nanni Galli. L’occasione sfumò perché il direttore sportivo della Lancia, Cesare Fiorio, si oppose.

Gli anni con la Fiat e il Dakar

Quando la Stratos uscì di scena, Munari passò alla Fiat 131 Abarth: con quella vettura fu terzo al Tour de Corse del 1978 (Wikipedia in inglese), e la versione francese colloca il suo passaggio fra il 1978 e il 1980. Lasciò i rally mondiali, con sette vittorie nel campionato del mondo, e fino al 1984 partecipò ad alcune competizioni nel deserto come il Rally Dakar e il Rally dei Faraoni, su vetture diverse, fra cui la Lamborghini LM 002 (Wikipedia in italiano). Secondo la versione inglese, le sue ultime apparizioni nel mondiale furono al Safari Rally dal 1981 al 1984, chiuse con un ritiro ciascuna; la versione francese colloca invece un sesto posto al Safari del 1980 con il copilota francese Jacques Jaubert, e Munari corse poi nel 1988 un rally in Grecia fuoristrada nel ruolo di copilota di Mannucci, sulla stessa Lamborghini.

Autoblog lo descrive come un pilota che univa istinto e precisione, attento alla messa a punto dell’assetto.

Dopo le corse

Fondò la Abarth Driving School, una scuola di guida sicura in collaborazione con Abarth. Sulla sede le fonti divergono: Wikipedia in italiano e in francese e Autoblog indicano la pista di collaudo del gruppo Fiat a Balocco, nel Vercellese; Il Giorno, in un articolo del 2022, parla del circuito di Adria. Nel 2012 partecipò al Rally di Montecarlo Storico su una Lancia Fulvia e nel 2013 collaborò con la rivista italiana Top Gear (Wikipedia in francese). Raccontò la sua vita in due libri: La coda del Drago, scritto con Cesare De Agostini (1981), e Sandro Munari. Una vita di traverso, con Sergio Remondino (2007).

La Lancia Stratos HF Gruppo 4 del 1977 di Munari e Sodano, esposta al salone Retromobile nel 2026
La Lancia Stratos HF Gruppo 4 del 1977 di Munari e Sodano, esposta al salone Retromobile nel 2026 — Eric Salard from Le Chateau d'Oleron, FRANCE, CC BY-SA 4.0. Wikimedia Commons

Le gare e i titoli

  • 1967 e 1969 — campione italiano rally
  • 1967 e 1976 — Tour de Corse
  • 1971 — Mitropa Rally Cup
  • 1972 — Rally di Montecarlo (Fulvia HF) e Targa Florio (Ferrari 312 PB, con Merzario)
  • 1973 — campione europeo rally
  • 1974 — Rally di Sanremo e Rally dei Rideau Lakes
  • 1975, 1976, 1977 — Rally di Montecarlo (Stratos)
  • 1976 — Rally del Portogallo
  • 1977 — Coppa FIA piloti

La malattia e la morte

Nel gennaio 2022 era stato ricoverato in ospedale in gravi condizioni: lo rese noto la moglie, Flavia, con un post su Facebook (Il Giorno, 14 gennaio 2022). Nel 2020 aveva avuto il Covid ed era guarito. Munari è morto nella sua casa di Bologna, dopo una lunga malattia di cui nessuna fonte indica la natura (Auto.it). Il giorno, però, non è fissato: Wikipedia in italiano, in inglese e in tedesco e l’annuncio funebre dell’agenzia Golfieri scrivono 27 febbraio; Il Nordest e Rally Dreamer parlano della notte fra venerdì e sabato, Motorsport.com di venerdì, Polesine24 di sabato; l’ANSA («è morto oggi», 28 febbraio), Auto.it, Gazzetta, HDmotori, Autoblog e Wikidata indicano il 28. Per questo si scrive la notte fra venerdì 27 e sabato 28 febbraio, e la notizia fu data sabato mattina.

La Lancia espresse profondo cordoglio, ricordandolo come una figura che aveva contribuito in modo decisivo a costruire il mito sportivo del marchio, dalla Fulvia HF alla Stratos (HDmotori, Auto.it).

La camera ardente fu allestita martedì 3 marzo dalle 9 alle 10.30 nella Sala del Pantheon, al Cimitero della Certosa di Bologna, e alle 11 si tenne il funerale nella chiesa di Santa Maria Maggiore, in via Galliera. La figlia Maria Sole ricordò il padre; c’erano il Sindaco di Cavarzere, rappresentanti di ACI Sport e dell’ASI, ex piloti e navigatori (Polesine24, Italia Rally). Il giorno dopo, mercoledì 4 marzo alle 11, il feretro era atteso al Duomo di San Mauro a Cavarzere per una benedizione e il saluto del Sindaco, con una ventina di auto d’epoca, fra cui una Stratos e una Fulvia; il comune aveva proclamato il lutto cittadino per il 3 e il 4 marzo (Il Gazzettino, Polesine24).

Dove riposa

Le fonti che ho aperto, tutte del 2 e del 3 marzo, dicono che Munari sarebbe stato sepolto nella tomba di famiglia del Cimitero di Cavarzere, il paese dove era nato (Chioggia Notizie, Polesine24, Italia Rally). Non ho trovato un articolo successivo che descriva la tumulazione.

L’eredità

Munari resta il nome più legato alla Lancia Stratos, la vettura che la casa torinese costruì apposta per i rally e con cui vinse tre campionati costruttori del mondo, nel 1974, 1975 e 1976 (Wikipedia in francese). Dopo il ritiro rimase un riferimento del settore, frequentatore dei raduni di auto d’epoca e degli incontri sulla storia delle corse (HDmotori), e nel 2012 tornò al Montecarlo Storico. La Lancia, nel messaggio di cordoglio, lo ha indicato come uno dei grandi interpreti della storia dei rally.

Date da ricordare

  • 27 marzo 1940 — nasce a Cavarzere (28 marzo per Wikidata)
  • 1964 — esordisce come navigatore di Arnaldo Cavallari
  • 1972 — vince il Rally di Montecarlo e la Targa Florio
  • 1973 — campione europeo rally
  • 1975, 1976, 1977 — tre Montecarlo consecutivi con la Stratos
  • 1977 — Coppa FIA piloti
  • 1984 — chiude con le gare di rally e i raid
  • 27-28 febbraio 2026 — muore a Bologna, di notte, fra il 27 e il 28
  • 3 marzo 2026 — il funerale a Bologna; il 4 marzo il saluto a Cavarzere

1940–2026

Dove riposa

Cimitero di Cavarzere, Cavarzere (VE)
Tomba di famiglia, Cimitero di Cavarzere (indicazione preventiva: le fonti sono del 2-3 marzo 2026, nessuna descrive la tumulazione)

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: EQUIPE MOTOR, Public domain (Wikimedia Commons)

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