Stefano Benni
Scrittore, Umorista, Giornalista
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Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroStefano Benni nacque a Bologna e trascorse l’infanzia sull’Appennino tosco-emiliano, a Monzuno, dove aveva l’abitudine di aggirarsi di notte nei boschi con i suoi cani: da qui il soprannome Lupo, che tornò nei suoi libri, dal professor Stephen Lupus di Stranalandia al Lupetto di Saltatempo. Dopo la maturità classica cambiò più facoltà senza finire gli studi, e preferì la scrittura e il teatro.
Lo scoprirono Fruttero e Lucentini sulla rivista Il Mago e l’editore Mondadori lo accolse; scrisse poi per Il Mondo, Panorama, L’Espresso, Cuore, Tango, Linus, la Repubblica e soprattutto per il manifesto. Mentre faceva il soldato nei Lupi di Toscana compose Bar Sport (1976), il suo primo successo. Seguirono i romanzi Terra! (1983), Stranalandia (1984), Comici spaventati guerrieri (1986), Baol (1990), La compagnia dei Celestini (1992), Elianto (1996), Spiriti (2000), Saltatempo (2001), Margherita Dolcevita (2005), Pane e tempesta (2009), fino a Prendiluna (2017), Dancing Paradiso (2019) e Giura (2020).
Fra i racconti, Il bar sotto il mare (1987); fra le poesie, Prima o poi l’amore arriva (1981). Il suo stile è fatto di giochi di parole, neologismi e parodie, con una satira affilata della società italiana. Fu anche autore televisivo, e agli inizi scrisse le battute per Beppe Grillo; sceneggiò Topo Galileo di Francesco Laudadio (1987) e nel 1989 diresse con Umberto Angelucci Musica per vecchi animali, tratto da Comici spaventati guerrieri, con Dario Fo e Paolo Rossi. Con il pianista Umberto Petrin portò a teatro Misterioso, un viaggio nel silenzio di Thelonious Monk.
Fu amico dello scrittore francese Daniel Pennac, e convinse Feltrinelli a tradurne i primi libri: i due si presentavano a vicenda i romanzi nei rispettivi Paesi. Nel 2009 salì sul palco di Milano con Nick Cave, per leggere in italiano alcune pagine di La morte di Bunny Munro. Nel 2015 rifiutò il Premio Vittorio De Sica, per protestare contro i tagli ai fondi per cultura e scuola. È stato tradotto in oltre trenta lingue, e nel 2018 il documentario Le avventure del Lupo, diretto da Enza Negroni, gli fu dedicato e presentato al Festival del Cinema di Roma.
Morì a Bologna nel settembre 2025, da tempo lontano dalla vita pubblica; la camera ardente fu allestita nel cortile dell’Archiginnasio. Lascia i libri di uno scrittore ironico, che ha mescolato satira e fantasia e che per un’intera generazione di lettori è stato un punto di riferimento.
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano: Stefano Benni consultata il 19 ottobre 2026
- Wikidata: Q561116 consultata il 19 ottobre 2026
- Notizia della morte consultata il 19 ottobre 2026
Immagine: Photo Claude TRUONG-NGOC, CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons)
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