Wanda Osiris
Soubrette e Attrice italiana del teatro di rivista, la «Wandissima»
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Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroC’era un’epoca in cui le scale di un teatro di rivista potevano diventare il luogo più importante d’Italia. In cima compariva lei, con il viso truccato d’ocra, la chioma ossigenata, le piume, i tacchi alti, i lustrini e una nuvola di profumo: it.wikipedia ricorda che Wanda Osiris amava scendere quelle scale accompagnata da giovani ballerini scelti da lei stessa. Per lei si coniarono due soprannomi, la «Wandissima» e la «Divina», e il pubblico, scrive la stessa fonte, la considerò la prima diva dello spettacolo leggero italiano.
All’anagrafe era Anna Menzio, nata a Roma il 3 giugno 1905 (it.wikipedia, en.wikipedia e Treccani). Il padre, secondo en.wikipedia, era un palafreniere, e lei studiò da ragazza il violino, prima di lasciarlo per il teatro. Arrivò a Milano e debuttò nel 1923 (it.wikipedia ed en.wikipedia); Treccani ricorda il teatro Eden, a Milano, la compagnia Fineschi-Donati e le altre compagnie in cui lavorò prima di diventare, con il tempo, l’attrice più importante di compagnie di rivista che portavano il suo nome.
Durante il fascismo, ricordano it.wikipedia ed en.wikipedia, il regime pretese che il suo nome d’arte suonasse più italiano, e per qualche anno firmò come Vanda Osiri. Fu Macario, nel 1937, a volerla in Piroscafo giallo (it.wikipedia; Treccani ricorda il lavoro con lui). Nel 1938 apparve dentro una gabbia dorata, e nel 1940, a Milano, uscì da un astuccio di profumo, nella rivista Tutte donne: il pubblico accorreva anche per quelle entrate.
Prima ancora, nel 1944, a Roma, aveva recitato per la prima volta con Carlo Dapporto, e nel 1945 era stata in L’isola delle sirene (it.wikipedia). Dopo la guerra tornò a Milano e, scrive it.wikipedia, con Carlo Dapporto diventò la regina del grande varietà. Nel 1946 entrò nella compagnia di Garinei e Giovannini, e nel 1948 in Al Grand Hotel sbalordì il pubblico con uno spettacolo di lusso estremo. Nel 1951, ricorda la stessa fonte, fu in Gran baraonda, accanto fra gli altri ad Alberto Sordi. In quegli anni, per it.wikipedia, al Teatro Lirico le sue apparizioni facevano incassare quanto quelle della Scala.

Nel 1954, ricorda it.wikipedia, tornò con Macario in Made in Italy. Poi il tempo cambiò. En.wikipedia scrive che la sua stagione durò fino all’affermarsi di un nuovo tipo di soubrette, più maliziosa e comica, e it.wikipedia aggiunge che la commedia musicale prese il posto del varietà. Nel 1956, ricorda it.wikipedia, in La granduchessa e i camerieri inciampò nell’abito: si temette la fine della carriera, ma dopo cinque giorni la Divina tornò in scena. Nel 1963 interpretò la suocera in Buonanotte Bettina, accanto a Walter Chiari, e negli anni Settanta recitò anche in prosa; la sua prova più ricordata è del 1974, in una commedia su Nerone.
Il cinema la vide meno: it.wikipedia elenca fra i suoi film Non me lo dire!, del 1940, I pompieri di Viggiù, del 1949, e Polvere di stelle, il film di Alberto Sordi del 1973. In disco incise, fra l’altro, Per te e Quando si sveglia il cuore, nel 1940. Alla televisione si affacciò negli anni Cinquanta, con speciali come Album personale di Wanda Osiris, nel 1953, e Natale con chi vuoi, nel 1956; nel 1992 si prestò perfino a una parodia di una telenovela (it.wikipedia). En.wikipedia scrive che si ritirò nel 1975. In quegli anni la sua canzone più nota, Sentimental, incisa nel 1949 (it.wikipedia), era già un ricordo caro a molti.
Anche la radio ebbe la sua voce: it.wikipedia ricorda un varietà del 1960 e una commedia di Marcel Aymé trasmessa nel 1961. Nel 1963 le fu dedicato un disco di canzoni, La Wandissima e le sue canzoni, e nel 2012, molti anni dopo la sua morte, uscì un album postumo, Divina Wanda. Una biografia, uscita nel 2015, la chiama la prima soubrette e donna «con turbante», ed è la prova di quanto il suo ricordo sia rimasto vivo (it.wikipedia). Morì a Milano l’11 novembre 1994, a ottantanove anni (it.wikipedia ed en.wikipedia). Riposa nel Cimitero monumentale di Milano: lo scrive it.wikipedia, e lo conferma la fotografia della tomba su Wikimedia Commons, scattata nel 2022, dove si leggono il nome d’arte, il vero nome, «Anna Menzio», le due date e, sotto, una sola parola: «Sentimental».

En.wikipedia la chiama la principale diva della rivista italiana fra gli anni Trenta e Cinquanta, e Treccani la ricorda come soubrette di compagnie che portavano il suo nome: due modi diversi per dire la stessa cosa. Il suo nome è rimasto a Milano: it.wikipedia segnala un giardino che porta il suo nome, e una fotografia su Commons lo mostra. Chi l’ha vista scendere quella scala, o ne ha sentito parlare dai genitori e dai nonni, la ricorda come l’immagine stessa di una stagione luminosa dello spettacolo italiano. Cimiteri.Online la ricorda così.
Dove riposa
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano: Wanda Osiris (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese: Wanda Osiris (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Treccani, Enciclopedia on line: Osiris, Wanda (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikimedia Commons: Wanda Osiris 1952, Mondadori, pubblico dominio (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikimedia Commons: Wanda Osiris, Oggi 1952, pubblico dominio (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
- Wikimedia Commons: tomba di Wanda Osiris, Schmeissnerro, CC BY-SA 4.0 (consultata il 23/10/2026) consultata il 23 ottobre 2026
Immagine: Mondadori, pubblico dominio (da Wikimedia Commons) (Wikimedia Commons). Galleria: Oggi 1952, pubblico dominio (Wikimedia Commons); tomba, Schmeissnerro, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)
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A cura di Cimiteri.Online