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Alberto Michelotti

Calciatore e Arbitro di calcio italiano

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Alberto Michelotti nacque a Parma e cominciò nel calcio da portiere, nelle serie minori. Nel 1958 intraprese la carriera arbitrale, che lo rese uno dei direttori di gara italiani più noti degli anni settanta, apprezzato anche all’estero.

Esordì in Serie A nell’aprile 1968, a Napoli contro il Varese (5-0), e chiuse al San Paolo di Napoli il 17 maggio 1981 con Napoli-Juventus (0-1), dopo 145 gare nel massimo campionato. Nel 1973 divenne arbitro internazionale insieme a Riccardo Lattanzi e Luciano Giunti. Nel luglio 1976 fu scelto per le Olimpiadi di Montreal: diresse Messico-Israele (2-2) e a Ottawa il quarto Germania Est-Francia (4-0); in quelle due partite concesse tre rigori ed espulse cinque giocatori. Nel 1979 arbitrò a Düsseldorf la finale di ritorno di Coppa UEFA tra Borussia Mönchengladbach e Stella Rossa, vinta 1-0 dai tedeschi. Nel 1980 coronò la carriera con gli Europei in Italia: toccò a lui la gara inaugurale dell’11 giugno a Roma, Cecoslovacchia-Germania Ovest, vinta 1-0 dai futuri campioni.

Non diresse mai ai Mondiali: nel 1978, l’anno che avrebbe dovuto essere il suo, gli fu preferito Sergio Gonella, e a Michelotti toccarono tre partite di qualificazione: Cecoslovacchia-Scozia a Praga (2-0), Egitto-Zambia (2-0) e, a Smirne, Turchia-Germania Est (1-2). In Italia arbitrò tre finali di Coppa Italia: Fiorentina-Milan nel 1975, Roma-Torino nel 1980 e Torino-Roma nel 1981. Nel 1974 ricevette il Premio Giovanni Mauro, come arbitro più meritevole della stagione. Tra gli episodi più noti, Roma-Inter del 17 dicembre 1972, in cui fu colpito dagli spalti dopo un rigore discusso; celebri anche i suoi battibecchi con Mario Corso.

Ritirato nel 1981, restò nell’AIA e collaborò con trasmissioni locali sul calcio dilettantistico dell’Emilia-Romagna; fu dirigente di società come lo Spezia e il Brescello e, su idea di Vittorio Adorni, per un breve periodo lavorò con l’organizzazione del Giro d’Italia. In seguito divenne opinionista fisso a TV Parma, sulla squadra della città, molto apprezzato dai telespettatori per la competenza unita a un’ironia tipica del dialetto. Dal 2020 figura nella Hall of fame del calcio nazionale. Morì a Parma a 91 anni.

Michelotti restò nel calcio per tutta la vita: arbitro apprezzato anche all’estero, poi dirigente e volto di una tv locale, dove la competenza si univa a un’ironia di stampo dialettale. Claudio Rinaldi gli ha dedicato il libro Dirige Michelotti da Parma (2010).

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Immagine: Rob Mieremet / Anefo, CC BY-SA 3.0 nl (Wikimedia Commons)

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