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Ernesto Brambilla

Pilota motociclistico ed automobilistico italiano

Nascita
Scomparsa

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Il rito

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Ernesto Luigi Brambilla, detto Tino, nacque a Monza, primo di quattro figli di un meccanico con un’officina di riparazione per auto e moto. Anche il fratello minore, Vittorio, correva, e Tino gareggiò con lui più volte. Cominciò nel 1953 con una Rumi 125 e vinse la prima corsa il 17 maggio dello stesso anno a Trecate; seguirono la cronoscalata Cernobbio-Bisbino e i circuiti di Piazzola sul Brenta e Santa Maria Capua Vetere, con una MAS 175.

Nel 1954 comprò una MV Agusta 125 Monoalbero Corsa, vinse ventidue gare e il titolo italiano di Terza Categoria. L’impresa attirò la casa di Cascina Costa, che lo ingaggiò nello stesso anno. Fu pilota ufficiale MV fino al 1959 e conquistò due titoli italiani Juniores nella 250, nel 1956 e nel 1957. Nel 1959 debuttò nel Motomondiale con un terzo posto nella 350 al Gran Premio di Germania, alla prima uscita.

A fine 1959 lasciò la MV per la Bianchi, dove contribuì allo sviluppo delle bicilindriche di Lino Tonti. Nel 1961 vinse il titolo italiano Seniores nella 500, davanti all’ex iridato Libero Liberati. Dopo la rottura con la Bianchi corse il Gran Premio delle Nazioni 1962 su una Moto Morini 250, poi passò ai kart e dal 1963 alle auto: la Formula Junior, quindi dal 1965 la Formula 3, dove fu secondo in classifica con una Wainer.

Nel 1966 vinse il titolo tricolore della Formula 3, su una Brabham-Ford. Nel 1968 salì in Formula 2, prima con la Brabham e poi con la Ferrari, e fu terzo nel campionato europeo; l’anno dopo chiuse settimo e avrebbe dovuto correre anche il Gran Premio d’Italia di Formula 1, ma i postumi di un incidente in moto glielo impedirono. Chiuso il rapporto con la Ferrari, continuò a correre in auto e in moto e si dedicò all’officina e al collaudo di pneumatici Pirelli.

Morì a Monza, la città dove era nato. Il suo percorso racconta un pilota che passò dalle due ruote alle quattro con risultati di rilievo, dai titoli italiani in moto al podio del campionato europeo di Formula 2, restando legato al mondo dell’officina di famiglia da cui era partito.

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Blue estel, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)

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