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Gino Paoli

Cantautore e Politico italiano

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Scomparsa

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Chi era

Gino Paoli è stato uno dei maggiori cantautori italiani e una delle voci della cosiddetta scuola genovese. Ha scritto canzoni che molti italiani sanno a memoria, come Il cielo in una stanza, Sapore di sale, Senza fine e La gatta, ha partecipato a cinque edizioni del Festival di Sanremo e per cinque anni è stato deputato.

La vita

Nacque a Monfalcone il 23 settembre 1934, ma crebbe a Genova, nel quartiere di Pegli: la madre, Rina Rossi, volle tornare a partorire nella casa d’origine, come si usava allora. Il padre, Aldo, era un ingegnere navale. Poco portato per gli studi, lasciò il liceo scientifico e lavorò come disegnatore meccanico e poi come grafico in un’agenzia pubblicitaria, dove poté coltivare la pittura. La musica gli arrivò dalla madre, pianista; ascoltava Nat King Cole, Bud Powell e Billie Holiday. In quegli anni frequentò un gruppo di amici che sarebbe diventato il primo nucleo della scuola genovese, con Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Fabrizio De André e Umberto Bindi.

Nel 1954 conobbe Anna Fabbri, che sposò nel 1957. I fratelli Reverberi lo portarono a Milano per un provino alla Ricordi, e nel 1959 uscirono i primi 45 giri, senza fortuna. La svolta arrivò con La gatta (1960), che all’inizio vendette pochissimo ma poi, grazie al passaparola, entrò in classifica. Il paroliere Mogol propose a Mina Il cielo in una stanza, che restò in classifica per più di sei mesi e fece di Paoli un cantautore affermato. Nel 1961 partecipò per la prima volta a Sanremo con Un uomo vivo e incontrò Ornella Vanoni: la loro storia ispirò brani come Senza fine, Anche se e Me in tutto il mondo.

Nel 1962 conobbe Stefania Sandrelli, allora molto giovane, e dalla loro relazione, che la stampa dell’epoca giudicò scandalosa, nacque Amanda Sandrelli. Nel 1963, passato alla RCA, incise Sapore di sale, arrangiata da Ennio Morricone, il suo disco di maggiore successo. In quel periodo attraversò anche una crisi personale: l’11 luglio 1963 tentò di togliersi la vita con un colpo di pistola al petto. Sopravvisse, e visse da allora con il proiettile nel pericardio, perché i medici ritennero troppo rischioso rimuoverlo.

Gli anni Sessanta finali e i Settanta furono più difficili: i dischi vendevano poco, lui suonava nelle balere e nei locali della Liguria e visse a lungo con i problemi di alcol. Ritrovò il pubblico nel 1984 con Una lunga storia d’amore, nata per la colonna sonora di un film con la Sandrelli, e nel 1985 con il tour Insieme, accanto a Ornella Vanoni. Nel 1991 l’album Matto come un gatto con il brano Quattro amici vinse il Festivalbar. Seguirono, tra gli altri, il terzo posto a Sanremo 2002 con Un altro amore, che gli valse il premio della critica per il miglior testo, i dischi con il pianista Danilo Rea e il doppio album Appunti di un lungo viaggio, uscito nel 2019.

Fu anche scopritore di talenti: come responsabile artistico lanciò Lucio Dalla e Fabrizio De André. Nel 1987 fu eletto deputato nelle liste del Partito Comunista Italiano, iscrivendosi al Gruppo indipendente di sinistra senza mai prendere la tessera di partito, e non fu rieletto nel 1992. Dal 17 maggio 2013 fu Presidente della SIAE; il 24 febbraio 2015 si dimise in seguito alle accuse di evasione fiscale, dichiarando alla stampa di non aver commesso reati; secondo Wikipedia in italiano il reato risultò prescritto nel luglio 2016 e la procura chiese l’archiviazione, mentre Wikipedia in inglese scrive che fu assolto. Sul piano privato ebbe quattro figli: Giovanni (1964-2025), Amanda, Nicolò (1980) e Tommaso (1992), questi ultimi due con Paola Penzo, sposata nel 1991.

Una vita in date

  • 1960 — La gatta e Il cielo in una stanza, cantata da Mina
  • 1961 — Senza fine e il primo Sanremo, con Un uomo vivo
  • 1963 — Sapore di sale, arrangiata da Ennio Morricone
  • 1984 — Una lunga storia d’amore, dall’album La Luna e il Sig. Hyde
  • 1985 — il tour e il doppio album dal vivo Insieme, con Ornella Vanoni
  • 1987 — eletto deputato
  • 1991 — Matto come un gatto, con Quattro amici
  • 2002 — Un altro amore, terzo a Sanremo
  • 2013 — Presidente della SIAE dal 17 maggio; si dimette il 24 febbraio 2015
  • 2019 — Appunti di un lungo viaggio

La morte

Gino Paoli è morto il 24 marzo 2026, a 91 anni, nella sua casa del quartiere Azzurro, sulle alture di Quinto al Mare a Genova, dopo un breve ricovero. Era sempre rimasto molto legato alla Liguria. Dopo la sua scomparsa, le iniziative in suo ricordo si sono moltiplicate: il 19 settembre 2026, al Portofino Talks, il Portofino Awards alla memoria è stato consegnato ai figli Nicolò Paoli e Amanda Sandrelli, mentre il 23 settembre 2026 è uscito il singolo Quando ti rivedrò, pensato come duetto con Ornella Vanoni, scomparsa prima della registrazione: la parte di lei è stata sostituita da una frase di tromba di Paolo Fresu.

Dove riposa

Secondo Wikipedia in italiano le esequie furono laiche e in forma strettamente privata, il giorno dopo la morte, al Cimitero monumentale di Staglieno, con cremazione nel tempio laico. Dopo la cremazione le ceneri furono affidate al mare, come lui aveva voluto, davanti a Boccadasse, a Genova. Non c’è dunque una tomba: il luogo che lo ricorda è il mare davanti a Boccadasse.

Articoli su Gino Paoli

1934–2026 · Cantautore e politico italiano

Dove riposa

Cremato: ceneri disperse in mare davanti a Boccadasse (Genova), per sua volontà

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Immagine: Elena Torre (da Flickr), ritaglio di RanZag, licenza CC BY-SA 2.0 (Wikimedia Commons)

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