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Ornella Vanoni

Cantante, Attrice e Conduttrice televisiva italiana

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Il rito

Per lasciare un gesto serve entrare: bastano pochi istanti.

Così la famiglia sa chi l'ha acceso.

Nascita: 22 settembre 1934, Milano. Morte: 21 novembre 2025, Milano, a 91 anni.

Chi era

Ornella Vanoni, milanese di nascita e di morte, è stata una voce della musica italiana, ma anche un’attrice di teatro e una presenza fissa in televisione. Per oltre sessant’anni ha cantato di tutto: le ballate della malavita milanese con cui cominciò, il pop d’autore, la bossa nova brasiliana, il jazz, i duetti con colleghi di ogni generazione. Titoli come Senza fine, L’appuntamento, Domani è un altro giorno e Dettagli sono entrati nella memoria comune. Sia Wikipedia in italiano sia Wikipedia in inglese le attribuiscono più di 65 milioni di dischi venduti, una cifra che va presa come stima.

Famiglia e formazione

Nacque a Milano il 22 settembre 1934. Il padre, Nino, era un industriale farmaceutico; la madre si chiamava Mariuccia. Dopo le Orsoline passò per collegi in Svizzera, in Francia e in Inghilterra, con l’idea di fare l’estetista. Nel 1953, a diciannove anni, si presentò all’accademia del Piccolo Teatro, diretta da Giorgio Strehler: per sua stessa ammissione il provino andò male, ma l’attrice Sarah Ferrati, della commissione, intuì il talento. Guardando lavorare i colleghi più anziani, fra cui la Ferrati e Buazzelli, imparò voce, gesti e tempi di scena.

Il debutto in teatro è del 1956, con Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello, data confermata anche da Treccani. Wikipedia in inglese colloca invece l’inizio della carriera artistica nel 1960: le fonti sulla data non coincidono, e qui si segue quella italiana, più dettagliata.

Dalle canzoni della mala a Gino Paoli

Il primo canto in pubblico risale al 13 aprile 1957, durante la prima del dramma I Giacobini al Piccolo: fra un cambio di scena e l’altro eseguì alcune ballate sulla Rivoluzione francese. L’anno dopo Strehler le costruì un repertorio su misura, partendo da vecchie ballate dialettali e da nuovi testi di autori come Dario Fo, sul mondo di ladri, carcerati e poliziotti: erano le «canzoni della mala». Il 10 luglio 1958 firmò con la Ricordi, e in ottobre incise il suo primo disco, un EP con i brani Saint Lazare e Jenny delle Spelonche, tratto dall’Opera da tre soldi di Brecht. La tournée si chiuse nel 1959 al Festival dei Due Mondi di Spoleto; alcuni di quei pezzi furono giudicati dalla censura radiotelevisiva poco adatti.

Nel 1960, alla Ricordi, incontrò Gino Paoli. Nacque un legame insieme sentimentale e artistico che avrebbe segnato la canzone italiana: per lei Paoli scrisse Senza fine, uscita come singolo nel 1961, che la allontanò dal personaggio cupo della cantante della mala e le diede un profilo più moderno. Nello stesso anno uscì il suo primo album e il brano Cercami vendette circa centomila copie, secondo Wikipedia in italiano. In teatro prese il posto di Lea Massari come Rosetta in Rugantino, di Garinei e Giovannini, e nel febbraio 1964 lo portò a Broadway, al Mark Hellinger Theatre.

Gli anni sessanta: Sanremo, Napoli e la televisione

Il 1964 fu l’anno della consacrazione: in settembre vinse il Festival di Napoli, in coppia con Domenico Modugno, cantando Tu sì ‘na cosa grande. Poi decise di dedicarsi soprattutto alla canzone. Al Festival di Sanremo andò per la prima volta nel 1965 con Abbracciami forte, in coppia con Udo Jürgens, arrivando in finale nonostante il viaggio rallentato da una nevicata. Nel 1966 portò Io ti darò di più (sesto posto con Orietta Berti, ma grande successo di vendite) e fu scelta per condurre il sabato sera di Studio Uno, fra il 19 marzo e il 16 aprile. Nel 1967 con La musica è finita arrivò quarta, e nel 1968 seconda con Casa bianca.

Cambiata etichetta, passando all’Ariston, dedicò a un omaggio ai cantautori l’album Ai miei amici cantautori (1968), con pezzi di Luigi Tenco, Modugno, Bruno Lauzi, Brel, Bécaud e perfino dei Beatles: rimase in classifica 47 settimane. Il seguito, Io sì, uscì nel 1970. Wikipedia in italiano lo considera il passaggio da interprete di musica leggera a interprete d’autore.

Gli anni settanta

Nell’autunno 1970 portò L’appuntamento alla rassegna veneziana di musica leggera e vinse la Gondola d’oro, versione italiana, firmata da Lauzi, di un brano dei brasiliani Roberto ed Erasmo Carlos: per Wikipedia in italiano superò le 600.000 copie ed è il suo maggior successo commerciale. Nel 2004 la canzone finì nella colonna sonora di Ocean’s Twelve di Steven Soderbergh, e secondo Wikipedia in inglese quella scelta riaccese l’interesse del pubblico internazionale. Nel marzo 1971 portò il suo recital all’Olympia di Parigi, dove una parte del pubblico contestò all’inizio la sua Albergo a ore, ma la serata si chiuse con una lunga ovazione. In settembre tornò a Venezia con Domani è un altro giorno, adattamento di un brano della cantante country Tammy Wynette, che vendette oltre mezzo milione di copie.

Ornella Vanoni al Capri-Hollywood Film Festival, dicembre 2013
Ornella Vanoni al Capri-Hollywood Film Festival, dicembre 2013 — Youflavio, CC BY-SA 3.0. Wikimedia Commons

Nel 1972 uscì Un gioco senza età, con versioni di canzoni internazionali tra cui una dei Genesis; il chitarrista Steve Hackett riconobbe poi, secondo Wikipedia in italiano, il suo ruolo nel far conoscere il gruppo in Italia. Nel 1973 arrivò Dettagli, il cui brano omonimo è la versione italiana di Detalhes di Roberto ed Erasmo Carlos: l’album si avvicinò al milione di copie. In quegli anni fu anche volto pubblicitario della Martini.

Nel 1974 fondò la propria etichetta, la Vanilla, e pubblicò A un certo punto… e La voglia di sognare, giudicato dalla Critica discografica il miglior album dell’anno. In televisione condusse con Gigi Proietti Fatti e fattacci, programma itinerante che l’anno dopo ricevette la Rosa d’oro di Montreux. Nel 1976 incise con Vinícius de Moraes e Toquinho La voglia, la pazzia, l’incoscienza, l’allegria. Nel gennaio 1977 posò nuda per l’edizione italiana di Playboy, chiedendo in cambio un’opera dell’amico scultore Arnaldo Pomodoro. Incise poi con i New Trolls il doppio Io dentro / Io fuori.

Gli anni ottanta e novanta

Passata alla CGD, negli anni ottanta cominciò a firmare più brani, a partire da Ricetta di donna (1980). Con Duemilatrecentouno parole (1981) il Club Tenco le assegnò due premi, come operatore culturale e come cantautrice: secondo Wikipedia in italiano fu la prima donna a riceverli entrambi. Nel 1983 uscì Uomini, con il sassofonista Gerry Mulligan, che vinse la Targa Tenco come miglior interprete. Nel 1985 la tournée con Paoli diede il doppio album dal vivo Insieme; nel 1986 registrò negli Stati Uniti Ornella &…, canzoni italiane in chiave jazz con musicisti come Herbie Hancock, Ron Carter, Gil Evans e George Benson. Nel 1989 tornò a Sanremo con Io come farò, scritta ancora da Paoli.

Negli anni novanta incise Stella nascente (1992, disco d’oro), Sheherazade (1995), da cui viene Rossetto e cioccolato, e Argilla (1997) con il trombettista Paolo Fresu. Nel 1999 a Sanremo cantò Alberi con Enzo Gragnaniello e arrivò quarta.

Dal Duemila agli ultimi concerti

Nei primi anni Duemila pubblicò dischi di cover e omaggi, come Sogni proibiti sulle canzoni di Burt Bacharach (2002). Nel 2004 uscì con Paoli Ti ricordi? No non mi ricordo, e Rossetto e cioccolato comparve in Le conseguenze dell’amore di Paolo Sorrentino. Il 18 ottobre 2008 tenne in piazza del Duomo a Milano un concerto per i cinquant’anni di carriera; in quell’anno uscì anche Più di me, album di duetti con altri cantanti italiani. Seguirono Meticci (Io mi fermo qui) nel 2013 e, per gli ottant’anni, nel 2014, un cofanetto antologico.

Nel 2018 tornò a Sanremo con Bungaro e Pacifico cantando Imparare ad amarsi, quinta e premiata come miglior interpretazione. Nel 2021 uscì l’album Unica, entrato al terzo posto della classifica italiana, e in estate Toy Boy con Colapesce e Dimartino. Il 24 aprile 2022 le fu assegnato il Premio Tenco Speciale, prima artista a riceverlo. Il 25 ottobre 2022, dopo una caduta, si ruppe il femore e rinviò il tour. Nel giugno 2025, secondo Wikipedia in inglese, l’Università di Milano le conferì una laurea honoris causa.

Vita privata

Secondo Wikipedia in italiano, nel 1955 ebbe una relazione con Strehler, durata circa quattro anni. Ebbe poi con Paoli un rapporto fatto di passione e di momenti difficili, che nel tempo si trasformò in una lunga amicizia e collaborazione artistica. Si sposò il 6 giugno 1960 con Lucio Ardenzi, impresario di teatro, e nel 1962 nacque il figlio Cristiano; Wikipedia in inglese riferisce che il matrimonio durò fino al 1965. Ebbe due nipoti, Matteo e Camilla. Fu tifosa del Milan.

La morte

Nel 2025 Vanoni raccontò a Fabio Fazio di diversi ricoveri per problemi al cuore; secondo Open la sua ultima apparizione in televisione fu il 2 novembre a Che tempo che fa, dove disse di stare male (Wikipedia in italiano ne cita una successiva, una settimana dopo, ad Amici). Morì nella sua casa di Milano la sera del 21 novembre 2025, a 91 anni. Wikipedia in italiano parla di arresto cardiaco, Wikipedia in inglese di infarto; Open e Il Giorno, nelle cronache dell’epoca, scrivono di arresto cardiocircolatorio, e Open precisa che il malore sarebbe avvenuto verso le 23 e che i soccorritori la trovarono già senza vita.

La camera ardente fu aperta al Piccolo Teatro, dove aveva iniziato la carriera. Il funerale si tenne il 24 novembre a San Marco, la chiesa del quartiere Brera, con il lutto cittadino proclamato dal Comune. Come aveva chiesto, il trombettista Paolo Fresu suonò L’appuntamento e un accenno di Senza fine. Il Presidente Sergio Mattarella la ricordò, secondo Il Giorno, come un’artista colta e versatile.

Le ceneri

Già anni prima, ospite di Fazio, aveva spiegato di volere una bara semplice, la cremazione e le ceneri sparse a Venezia, che chiamava il suo luogo dell’anima (Open, Il Giorno, Libero). Wikipedia in italiano scrive che fu cremata al Cimitero di Lambrate e che le ceneri sono state disperse nella laguna di Venezia; Wikipedia in inglese riferisce solo la volontà. Nessuna delle testate aperte conferma il momento e il luogo esatto della dispersione, e per questo qui non si indica una sepoltura.

L’eredità

Il 18 gennaio 2026, durante uno speciale di Fabio Fazio dedicato a lei, il Sindaco Giuseppe Sala intitolò a Ornella Vanoni l’aiuola in largo Greppi, davanti al Piccolo Teatro Strehler: la targa ricorda la cantante, «artista e donna libera». Il 25 febbraio 2026 il Festival di Sanremo le rese omaggio con la nipote Camilla Ardenzi che cantò Eternità accanto a un filmato in bianco e nero. Wikipedia in italiano riporta anche un murale di 850 metri quadrati dedicato a lei in via Melchiorre Gioia a Milano e l’iscrizione al Famedio del Cimitero Monumentale dal 2 novembre 2026, per disposizione del Comune: sono notizie di quella voce, non verificate altrove.

La targa dell'aiuola dedicata a Ornella Vanoni davanti al Piccolo Teatro Strehler, Milano (2026)
La targa dell'aiuola dedicata a Ornella Vanoni davanti al Piccolo Teatro Strehler, Milano (2026) — AriannaGuaglione, CC0. Wikimedia Commons

Date da ricordare

  • 22 settembre 1934 — nascita a Milano
  • 13 aprile 1957 — il primo canto in pubblico, al Piccolo Teatro
  • 1961 — Senza fine e primo album
  • Settembre 1964 — vittoria al Festival di Napoli
  • Autunno 1970 — L’appuntamento e la Gondola d’oro
  • 1974 — la fondazione dell’etichetta Vanilla
  • 24 aprile 2022 — il Premio Tenco Speciale
  • 21 novembre 2025 — la morte a Milano
  • 24 novembre 2025 — i funerali a San Marco
  • 18 gennaio 2026 — l’aiuola di largo Greppi

1934–2025

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: CGE, CC BY 4.0 (Wikimedia Commons)

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