Lea Massari
Attrice italiana
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Il rito
Un pensiero
Lascia un pensieroLea Massari, nome d’arte, nacque a Roma da un ingegnere, nel quartiere di Monteverde Vecchio. Da bambina visse in Spagna, in Francia e in Svizzera. Tornata a Roma frequentò per un po’ architettura e lavorò come indossatrice; fu Piero Gherardi, scenografo e costumista amico di famiglia, ad avvicinarla al cinema. Esordì a ventun anni in Proibito (1954) di Mario Monicelli, nella parte di una ragazza sarda.
Dopo I sogni nel cassetto di Renato Castellani (1957), in cui la doppiò Adriana Asti, nel 1960 divenne nota con L’avventura di Michelangelo Antonioni, nel ruolo della giovane donna che scompare nel nulla. Lo stesso anno girò La giornata balorda di Mauro Bolognini e Il colosso di Rodi di Sergio Leone; poi Una vita difficile di Dino Risi con Alberto Sordi e I sogni muoiono all’alba di Mario Craveri ed Enrico Gras, che le valse un David di Donatello speciale e la Grolla d’oro.
Molto apprezzata in Francia, vi lavorò con grandi nomi. Con Michel Piccoli e Romy Schneider fu ne L’amante di Claude Sautet, per cui ebbe il premio Louis-Delluc. Con Soffio al cuore di Louis Malle (1971) ebbe forse il ruolo più importante della maturità, una seconda Grolla d’oro e, nel 1973, il premio Étoile de Cristal come migliore attrice straniera. Vinse due Nastri d’argento come non protagonista: uno per La prima notte di quiete, diretto da Valerio Zurlini, con Alain Delon; l’altro per il ruolo di Luisa Levi nel film di Francesco Rosi del 1978 Cristo si è fermato a Eboli, con Gian Maria Volonté. Recitò anche in Allonsanfàn dei Taviani e nel 1975 fu giurata a Cannes.
Lavorò molto anche in teatro e in televisione: fu la Monaca di Monza ne I promessi sposi (1967), Celimene nel Misantropo, in I fratelli Karamazov e soprattutto in Anna Karenina (1974) di Sandro Bolchi, molto replicata dalla Rai. L’ultima apparizione sul piccolo schermo fu Una donna spezzata (1989), tratta da Simone de Beauvoir e sceneggiata da lei. Dall’inizio degli anni Ottanta diradò l’attività e si dedicò a campagne ecologiste e animaliste, contro la vivisezione, sostenendo anche vari canili.
Si ritirò del tutto nel 1990, dopo il suo ultimo film, Viaggio d’amore. Visse in Sardegna e rifiutò vari inviti a tornare sul set. Morì nella sua casa romana ai Parioli; la notizia si seppe dopo i funerali, privati, a Sutri. Rimane il ricordo di un’attrice schiva e riservata, poco incline al divismo, appassionata di chitarra e di musica brasiliana, che ha saputo lasciare il cinema con discrezione.
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano: Lea Massari consultata il 19 ottobre 2026
- Wikidata: Q289020 consultata il 19 ottobre 2026
- Notizia della morte consultata il 19 ottobre 2026
Immagine: Tonino Delli Colli, Dario Di Palma, Valerio Zurlini / Zebra Film-Debora Film, pubblico dominio (Wikimedia Commons)
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