Lu Xun
Scrittore cinese
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Lu Xun, pseudonimo di Zhou Shuren, è lo scrittore che la Cina considera il padre della narrativa moderna in lingua parlata. Narratore, saggista, traduttore e critico, nacque a Shaoxing, nello Zhejiang, il 25 settembre 1881 e morì a Shanghai il 19 ottobre 1936, a cinquantacinque anni, consumato dalla tubercolosi. Nel 1918 pubblicò Diario di un pazzo, il racconto che Britannica presenta come il primo di impronta occidentale scritto interamente in cinese parlato; con La vera storia di Ah Q regalò alla lingua il termine «Ah Q-ismo», che indica l’abitudine di spacciare una sconfitta per una «vittoria spirituale». Negli ultimi anni scelse il saggio breve e polemico come arma contro la censura e contro il conformismo, anche quello della sinistra a cui era più vicino.
Infanzia e famiglia
Alla nascita fu chiamato Zhou Zhangshou; nel 1898 prese il nome Shuren. «Lu Xun» è lo pseudonimo scelto nel 1918 per il Diario di un pazzo, e il cognome Lu era quello di sua madre (Wikipedia in inglese e in francese). Era il maggiore di tre fratelli: Zhou Zuoren nacque nel 1885 e Zhou Jianren nel 1888 (Wikipedia in francese).
La famiglia Zhou era stata benestante per generazioni, grazie alle terre, al prestito su pegno e agli incarichi pubblici. Il nonno, Zhou Fuqing, era entrato all’Accademia imperiale Hanlin, ma quando Lu Xun venne al mondo il patrimonio era già in declino. Nel 1893 il padre, Zhou Boyi, fu scoperto mentre tentava di corrompere un esaminatore; il nonno, coinvolto, fu condannato alla decapitazione, pena poi commutata in carcere a Hangzhou, e fu liberato solo nel 1901 (Wikipedia in inglese e in francese).
Il padre, caduto nell’alcol e nell’oppio, si ammalò e morì nel 1896 a trentacinque anni. La madre, figlia di proprietari terrieri, non aveva potuto andare a scuola ma aveva imparato da sola a leggere e scrivere. Britannica ricorda che i Zhou furono trattati con disprezzo da parenti e vicini, e che questa esperienza segnò la sua scrittura.
Formazione e gli anni in Giappone
Dopo un tentativo svogliato di sostenere l’esame distrettuale del 1898, abbandonò la carriera tradizionale. La miseria lo spinse alla scuola navale Jiangnan di Nanchino, dove non si pagava la retta; ne uscì dopo mezzo anno e nel 1899 passò alla scuola di miniere e ferrovie, dove si diplomò nel 1902 (Wikipedia in inglese). Lì scoprì l’evoluzionismo, che per molti intellettuali dell’epoca era un invito a cambiare il Paese (Britannica).
Nel 1902 partì per il Giappone con una borsa di studio del governo Qing, per studiare medicina occidentale. A Tokyo si tagliò la treccia imposta ai cinesi han e iniziò a tradurre Jules Verne. Nel 1904 si iscrisse alla scuola di medicina di Sendai, oggi facoltà dell’università del Tōhoku, dove era l’unico studente cinese. Il professore di anatomia Fujino Genkurō si mostrò così gentile con lui che qualche compagno parlò di favoritismi agli esami; Lu Xun lo ricordò con affetto nel saggio «Il signor Fujino», ancora presente nei libri di scuola cinesi e giapponesi.
Durante la guerra russo-giapponese, una diapositiva mostrata a lezione ritraeva un cinese accusato di spionaggio sul punto di essere decapitato, circondato da connazionali che guardavano senza reagire. Nella prefazione a Alle armi Lu Xun scrisse che quell’immagine lo convinse che curare lo spirito dei suoi compatrioti fosse più urgente che curarne il corpo. Nel marzo 1906 lasciò Sendai senza laurearsi (Wikipedia in inglese e in francese).
Tornato a Tokyo scrisse saggi in cinese classico. Treccani colloca nel 1907 il suo primo scritto importante, «Il potere della poesia di Māra», sui poeti romantici ribelli d’Europa, Wikipedia in inglese nel 1908. Nel 1909 pubblicò con il fratello Zuoren una raccolta di racconti europei tradotti: su 1.500 copie ne vendette 41. Senza i mezzi per studiare in Germania, tornò in Cina. In questo periodo cade anche il matrimonio combinato con Zhu An, giovane analfabeta con i piedi fasciati: 1906 per Wikipedia in inglese, 1905 per Britannica. Non nacque mai un rapporto affettivo, ma Lu Xun la mantenne per tutta la vita.
Dall’insegnamento al ministero
Dal 1909 al 1911 insegnò a Hangzhou e a Shaoxing e si dedicò a libri antichi e iscrizioni, un «sostituto di vino e donne», come disse a un amico. Nel 1911 scrisse il suo primo racconto, Nostalgia, in cinese classico; ne fu deluso e lo buttò, ma Zuoren lo conservò e lo pubblicò due anni dopo a proprio nome. Nel febbraio 1912, dopo la caduta dei Qing, entrò al ministero dell’Istruzione della nuova repubblica, su invito del Ministro Cai Yuanpei (Wikipedia in francese), e visse a Pechino fino al 1926.
La nascita dello scrittore
Nel 1917 l’amico Qian Xuantong gli chiese di scrivere per Gioventù, la rivista di Chen Duxiu. Lu Xun era scettico: immaginò una casa di ferro senza finestre, con dentro persone addormentate destinate a soffocare, e si chiese se fosse giusto svegliarne qualcuna per farla soffrire. L’amico rispose che, se qualcuno si fosse svegliato, la speranza non sarebbe stata perduta. Lu Xun riportò lo scambio nella prefazione di Alle armi.
Il Diario di un pazzo uscì nel 1918. Ispirato all’omonimo racconto di Gogol, ha per protagonista un uomo che legge fra le righe dei classici una società «mangiatrice di uomini», e fu accolto come una condanna dei valori confuciani. La raccolta Alle armi (Nahan), con quattordici racconti scritti fra il 1918 e il 1922, uscì nel 1923; vi compaiono anche Kong Yiji e la novella dedicata ad Ah Q, uscita a puntate dal 1921 (Wikipedia in francese).
Nel 1919 portò la famiglia a Pechino, dove viveva con la madre, i due fratelli e le loro mogli giapponesi. Nel 1923 una lite con Zuoren spezzò la convivenza: Wikipedia in inglese riporta che nessuno dei due ne spiegò mai il motivo, mentre Britannica colloca la rottura nel 1926. Dal 1920 tenne corsi a tempo parziale in più università, e le note delle lezioni confluirono nella Breve storia della narrativa cinese (Britannica la data al 1923-24), uno studio quasi senza precedenti, perché i letterati tradizionali non davano valore al romanzo.
Nel 1925 iniziò la relazione con Xu Guangping, una sua studentessa. Il 18 marzo 1926 due allieve di Lu Xun furono uccise a Pechino durante una manifestazione, ed egli scrisse l’articolo «In memoria della signorina Liu Hezhen». Poco dopo, con l’arrivo delle truppe dei signori della guerra, lasciò il nord.
Xiamen, Canton e Shanghai
Nel 1926 insegnò a Xiamen, dove scrisse gran parte dei ricordi raccolti in Fiori del mattino raccolti la sera. Nel gennaio 1927 andò a Canton, alla Sun Yat-sen; dopo il massacro di Shanghai dell’aprile 1927 tentò invano di far liberare alcuni studenti e si dimise. Alla fine dell’anno si stabilì a Shanghai con Xu Guangping. Decise allora di rinunciare a narrativa e poesia e di scrivere soprattutto saggi politici e polemici, gli zawen, che Britannica descrive come una forma di protesta.
Il 27 settembre 1929 nacque il figlio Haiying, «bambino di Shanghai», il suo unico figlio. In città Lu Xun non accettò più cattedre e per la prima volta visse solo di scrittura.

Nel 1930 fondò con altri la Lega degli scrittori di sinistra; Britannica lo dice capo solo nominale del gruppo. Non si iscrisse mai al Partito comunista: si considerava un «compagno di strada» (tongluren).

Nel gennaio 1931 una nuova legge nazionalista previde l’ergastolo o la morte per gli scrittori considerati un pericolo per l’ordine pubblico. Lu Xun si nascose, e a febbraio ventiquattro scrittori furono giustiziati, cinque dei quali iscritti alla Lega. Nel 1933, a Edgar Snow che gli chiedeva se in Cina esistessero ancora tipi come Ah Q, rispose: «Adesso è peggio, gli Ah Q governano il Paese» (Wikipedia in inglese).
Negli ultimi anni il governo vietò gran parte dei suoi testi, e lui firmò molti articoli con pseudonimi. Criticò la propaganda della sinistra letteraria e fu attaccato a sua volta: nel 1934 definì la propria posizione hengzhan, la «postura orizzontale» di chi combatte insieme contro la destra e contro il conformismo di partito (Britannica). Nel 1935 inviò un telegramma di congratulazioni ai comunisti per la fine della Lunga marcia, ma rifiutò di scrivere il romanzo sulla rivoluzione che il Partito gli chiedeva: diceva di non conoscere l’argomento.

Le opere
- 1908: «Il potere della poesia di Māra», saggio in cinese classico (1907 per Treccani)
- 1918: Diario di un pazzo, il primo racconto moderno in lingua parlata
- 1921: La vera storia di Ah Q, novella a puntate, ironica e amara
- 1923: Alle armi (Nahan), la prima raccolta di racconti
- 1926: Errare incerto (Panghuang), la seconda raccolta
- 1927: Erbe selvatiche (Yecao), prose poetiche simboliche
- 1932: Fiori del mattino raccolti la sera, i ricordi dell’infanzia
- 1934-1935: Antiche leggende rielaborate (Gushi xinbian), miti antichi riscritti con ironia
La morte
Lu Xun fumava molto, e nel 1936 la tubercolosi era ormai cronica. A marzo fu colpito da asma bronchiale e febbre; fra giugno e agosto stette di nuovo male e arrivò a pesare trentotto chilogrammi. Un mese prima di morire lasciò disposizioni: un funerale rapido, nessuna cerimonia in suo ricordo e per il figlio la raccomandazione di non diventare «uno scrittore o un artista da nulla» (Wikipedia in inglese). L’8 ottobre, undici giorni prima della fine, partecipò a Shanghai a una mostra di xilografie, dove lo fotografò Sha Fei (Wikimedia Commons).
Alle 3:30 del 18 ottobre si svegliò con grande difficoltà a respirare; il medico giapponese Sudo gli fece alcune iniezioni e la moglie restò con lui tutta la notte. Morì alle 5:11 del 19 ottobre 1936. Kaji Wataru, un dissidente giapponese rifugiato a Shanghai, fu l’unico straniero fra i portatori della bara. Lasciò la moglie Xu Guangping e il figlio Haiying.
Dove riposa
Secondo Wikipedia in cinese, Lu Xun fu sepolto nel 1936 nel Cimitero internazionale di Shanghai, nella zona dei Song; nel 1937 sulla tomba fu posta una lapide con il nome scritto dal figlio. Il 14 ottobre 1956, a vent’anni dalla morte, il feretro fu trasferito con una cerimonia ufficiale nella nuova tomba nel parco Hongkou, oggi parco Lu Xun, a Shanghai; l’iscrizione è una calligrafia di Mao Zedong. Nel 1961 la tomba è entrata fra i primi siti protetti a livello nazionale; il vecchio sepolcro fu distrutto nel 1966, durante la Rivoluzione culturale. Nel parco, ricorda Wikipedia in inglese, ci sono anche una statua in bronzo di Lu Xun e alberi piantati da Zhou Enlai e da Xu Guangping. Il museo a lui dedicato fu inaugurato nel 1951 (Britannica).

L’eredità
Il premio Nobel Ōe Kenzaburō lo definì il più grande scrittore asiatico del Novecento. Nel settembre 1927, secondo una lettera di un suo allievo, Sven Hedin voleva proporlo per il Nobel; Lu Xun avrebbe declinato. Göran Malmqvist, che mette in dubbio l’autenticità di quella lettera, precisò che l’Accademia svedese non gli offrì mai il premio (Wikipedia in inglese).
Dopo la sua morte Mao Zedong lo definì «il santo della Cina moderna» e nel 1940 scrisse che era stato non solo un grande scrittore ma anche un grande pensatore e rivoluzionario: formula che divenne il giudizio ufficiale del Partito. I suoi racconti sono entrati nei manuali scolastici, mentre a Taiwan le sue opere furono proibite fino alla fine degli anni ottanta. Britannica osserva che il movimento comunista lo adottò postumo come modello di realismo socialista, ma che in vita rifiutò di iscriversi al Partito. In Italia Feltrinelli pubblicò nel 1955 La vera storia di Ah Q nella versione di Luciano Bianciardi, e Sellerio ha ristampato Alle armi nel 2021 (Wikipedia in italiano).
Date da ricordare
- 25 settembre 1881: nasce a Shaoxing, nello Zhejiang
- 1893: lo scandalo degli esami che rovina la famiglia Zhou
- 1902: parte per il Giappone con la borsa di studio del governo
- Marzo 1906: lascia gli studi di medicina a Sendai
- 1918: pubblica Diario di un pazzo
- 1927: si stabilisce a Shanghai
- 1930: partecipa alla fondazione della Lega degli scrittori di sinistra
- 19 ottobre 1936: muore a Shanghai
- 14 ottobre 1956: il feretro è trasferito nella tomba del parco Lu Xun
1881–1936
Dove riposa
Tomba di Lu Xun nel parco Lu Xun (gia' parco Hongkou), Shanghai; sepolto nel 1936 nel Cimitero internazionale di Shanghai, feretro trasferito il 14 ottobre 1956
Da dove viene quello che c'è scritto
- Wikipedia in italiano, voce «Lu Xun» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese, voce «Lu Xun» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in francese, voce «Lu Xun (écrivain)» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in tedesco, voce «Lu Xun» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in cinese, voce «鲁迅墓» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikipedia in inglese, voce «Lu Xun Park» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikimedia Commons, scheda del file «Lu Xun 1936.jpg» consultata il 16 ottobre 2026
- Wikidata, «Lu Xun» (Q23114) consultata il 16 ottobre 2026
- Treccani, Enciclopedia on line, voce «Lu Xun» consultata il 16 ottobre 2026
- Encyclopaedia Britannica, voce «Lu Xun» consultata il 16 ottobre 2026
Immagine: Autore sconosciuto, Public domain (Wikimedia Commons)
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