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Pierfranco Vianelli

Ciclista su strada italiano

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Nascita: 20 ottobre 1946, Provaglio d'Iseo. Morte: 8 settembre 2026, Provaglio d'Iseo, a 79 anni.

Chi era

Pierfranco Vianelli è stato un ciclista su strada italiano e vinse l’oro olimpico nel 1968, a Città del Messico. Era nato a Provaglio d’Iseo, in provincia di Brescia, il 20 ottobre 1946, ed è morto nello stesso paese l’8 settembre 2026, a 79 anni. Vinse l’oro nella prova in linea dei Giochi del 1968 e il bronzo nella cronometro a squadre; da professionista conquistò una tappa del Giro d’Italia 1971, sul Grossglockner. Dopo il ciclismo diventò meccanico e aprì un negozio a Mandolossa, frequentato dagli appassionati.

Il paese e le origini

Provaglio d’Iseo è un comune della Franciacorta, a una sedicina di chilometri da Brescia, ai piedi del monte Cognolo e sopra la riserva naturale delle Torbiere del Sebino. Secondo Wikipedia in italiano ha poco più di settemila abitanti, e fra i luoghi più noti c’è il monastero di San Pietro in Lamosa. Il nome, scrive Wikipedia, viene dal latino pro-vallem, «prima della valle», e richiama la depressione delle torbiere che si apre sotto l’abitato. Il lago d’Iseo è vicino, anche se, nonostante il nome, il comune non ne è bagnato.

Il monastero di San Pietro in Lamosa, sopra le torbiere di Provaglio d'Iseo, il paese bresciano dove Vianelli nacque e morì (fotografia del 2008)
Il monastero di San Pietro in Lamosa, sopra le torbiere di Provaglio d'Iseo, il paese bresciano dove Vianelli nacque e morì (fotografia del 2008) — Moliva, CC BY-SA 3.0. Wikimedia Commons

Vianelli vinse presto. Per Wikipedia in italiano fu campione italiano fra gli allievi nel 1965; TuttoBiciWeb, nella versione inglese del suo ricordo, scrive invece di un titolo italiano junior nello stesso anno. Nel 1967, ancora dilettante, si aggiudicò il Gran Premio Ezio Del Rosso e il Palio del Recioto.

Bresciaoggi e il Giornale di Brescia lo ricordano nel Pedale Bresciano, la società diretta da Antonio Zanola. Secondo Bresciaoggi, a Cadorago, nel Comasco, Vianelli vinse nel 1965 il titolo italiano fra gli allievi, la sua prima affermazione di rilievo, e, sotto la guida di Zanola e dell’amico Roberto Ariasi, vinse anche il Gran Premio San Gottardo di Fiesse. Sempre per Bresciaoggi, Vianelli aveva un fisico longilineo: in salita riusciva a staccare gli avversari e, dopo molti chilometri, teneva testa anche ai velocisti negli arrivi in volata. Nel 1968 prestava servizio nel comando dei Vigili del Fuoco.

Il 1968, l’anno dell’oro

La stagione migliore fu quella del 1968. Si impose alla Ruota d’Oro e al Giro della Valle d’Aosta, due fra le corse più importanti del calendario dilettantistico, e Bresciaoggi aggiunge il Giro delle Antiche Romagne, mentre per pochi secondi gli sfuggì il Giro del Lazio. Si presentò ai Giochi olimpici di Città del Messico, secondo Olympedia, come uno dei favoriti della prova in linea, avendo già vinto due Gran Premi nel 1967. Sempre Olympedia lo descrive alto 177 centimetri e pesante 73 chili.

La corsa si svolse il 23 ottobre 1968 e vi presero il via 144 ciclisti di 44 nazioni, al massimo quattro per paese. Wikipedia in inglese descrive un percorso piuttosto collinare di circa 25 chilometri da ripetere otto volte, per un totale di 196,2 chilometri; TuttoBiciWeb parla di dodici giri per 200 chilometri sul circuito della Torre, e le due fonti non coincidono su questo. Vianelli, secondo TuttoBiciWeb, scattò insieme allo svedese Gösta Pettersson e, nell’ultimo giro, raggiunse il gruppo dei fuggitivi. Proseguì poi da solo per una quindicina di chilometri; Wikipedia in italiano colloca il suo attacco a circa venti chilometri dall’arrivo. Tagliò il traguardo con un vantaggio di 1 minuto e 24 secondi sul danese Leif Mortensen, argento, e su Pettersson, che ebbe il bronzo.

Era la seconda vittoria consecutiva dell’Italia nella prova in linea olimpica e, ricorda Wikipedia in inglese, il quarto Giochi di fila in cui un ciclista italiano arrivava primo o secondo. Nei giorni dei Giochi vinse anche un bronzo, nella cronometro a squadre sui cento chilometri, con Mauro Simonetti, Giovanni Bramucci e Vittorio Marcelli.

Al giornalista Angiolino Massolini, come riportano TuttoBiciWeb e Bresciaoggi, Vianelli disse che quel giorno era stato il più bello della sua vita sportiva e che avrebbe potuto parlarne per ore. Bresciaoggi osserva inoltre che nessun altro bresciano ha vinto una medaglia olimpica nel ciclismo.

Da professionista

Passò professionista nel 1969. Olympedia scrive che cominciò nella Molteni, la squadra di Eddy Merckx; il Giornale di Brescia ricorda che in squadra c’erano altri tre bresciani, Mario Anni, Davide Boifava e Michele Dancelli, e che Vianelli era il capitano designato per le corse a tappe. Il debutto fu promettente: settimo al Tour de France 1969 e, di conseguenza, convocato per i Mondiali di Zolder, dove però si ritirò (Wikipedia in italiano).

Pierfranco Vianelli con la maglia della Molteni, in una figurina di circa il 1970
Pierfranco Vianelli con la maglia della Molteni, in una figurina di circa il 1970 — The original uploader was Catenaccio at Italian Wikipedia., Public domain. Wikimedia Commons

Alla Molteni restò due stagioni, poi vestì la maglia della Dreher e con quella, secondo il Giornale di Brescia, visse il suo grande momento da professionista: il Giro d’Italia del 1971, con la diciassettesima tappa, da Tarvisio al Grossglockner. Vinse in solitaria, con un attacco da lontano, e fu il primo a scollinare sulla Cima Coppi, il punto più alto di quell’edizione, come conferma Wikipedia in inglese. Chiuse la corsa al quinto posto in classifica, a 6 minuti e 41 secondi dal vincitore Gösta Pettersson, e secondo nella classifica degli scalatori (Olympedia). Per Wikipedia fu l’unico successo della sua carriera professionistica.

La strada alpina del Grossglockner, in Austria, dove Vianelli vinse la diciassettesima tappa del Giro d'Italia 1971 (fotografia del 2018)
La strada alpina del Grossglockner, in Austria, dove Vianelli vinse la diciassettesima tappa del Giro d'Italia 1971 (fotografia del 2018) — PantheraLeo1359531, CC BY-SA 4.0. Wikimedia Commons

Perché non si ripeté? Wikipedia in italiano propone una spiegazione prudente: forse aveva dato troppo fra i dilettanti, oppure il peso, cresciuto fino a diventare eccessivo per un professionista di quel livello, gli fu d’ostacolo. Lui, secondo TuttoBiciWeb, lo attribuiva a un modo di correre diverso da quello dei rivali, che pedalavano piano per molti chilometri e poi scattavano all’improvviso, e a due operazioni alle gambe che non diedero i risultati sperati.

Nel 1973 chiuse la Milano-Sanremo al 109° posto, come riporta Wikipedia in italiano. Sulla durata della carriera le fonti divergono: Wikipedia in italiano scrive fino al 1973, Olympedia fino al 1972 e TuttoBiciWeb fino al 1976. Il Giornale di Brescia parla di soli cinque anni da professionista e colloca la fine nella Brooklyn di Cribiori, dove aveva per compagno un giovane Fausto Bertoglio.

Dopo il ciclismo

Smessa la bicicletta da corsa diventò meccanico. Imparò il mestiere di telaista presso Ernesto Colnago, racconta il Giornale di Brescia, poi aprì una propria attività e iniziò a costruire biciclette con il suo nome, un marchio conosciuto soprattutto nel Bresciano. TuttoBiciWeb racconta che il suo negozio alla Mandolossa era una meta fissa per gli appassionati, che gli chiedevano consigli e il racconto dell’avventura olimpica. Era sposato con Erminia, aveva due figli, Roberta e Stefano, e da qualche anno erano loro a gestire il negozio. Nel 2015 il CONI gli conferì il Collare d’oro al merito sportivo (Olympedia).

Le tappe di una carriera

  • 1965 — campione italiano giovanile
  • 1967 — Gran Premio Ezio Del Rosso e Palio del Recioto, da dilettante
  • 1968 — Giro della Valle d’Aosta, Ruota d’Oro, oro olimpico nella prova in linea e bronzo nella cronometro a squadre a Città del Messico
  • 1969 — passa professionista; settimo al Tour de France
  • 1971 — vince la diciassettesima tappa del Giro d’Italia sul Grossglockner e chiude quinto in classifica
  • 2015 — Collare d’oro al merito sportivo del CONI

La morte

Pierfranco Vianelli è morto a Provaglio d’Iseo, a 79 anni; avrebbe compiuto 80 anni il 20 ottobre, ricorda Fanpage. Wikipedia in italiano e in inglese, Wikidata e Olympedia indicano come data l’8 settembre 2026. Le testate consultate danno la notizia quello stesso giorno o il successivo, ma nessuna scrive espressamente quando sia avvenuto il decesso: TuttoBiciWeb, con un ricordo di Paolo Broggi pubblicato alle 17.03, e Bresciaoggi la riportano l’8 settembre, il Giornale di Brescia e Fanpage il 9. La data dell’8 settembre è dunque quella delle enciclopedie e di Olympedia, coerente con le date degli articoli e dei funerali, ma nessun giornale la conferma in modo esplicito. Nessuna fonte indica la causa.

Fino ai funerali la salma è rimasta nella casa di Provaglio, in via Kennedy. La cerimonia, giovedì 10 settembre alle 16 nella parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, è stata raccontata dal Giornale di Brescia: i familiari sono arrivati in chiesa a piedi e c’erano molti amici del paese e del ciclismo, fra cui Pierino Gavazzi, Fausto Bertoglio, vincitore del Giro d’Italia 1975, e Mario Anni, compagno di squadra ai tempi della Molteni. Nell’omelia il parroco, don Giovanni, ha ricordato che Vianelli non solo aveva portato Provaglio alla ribalta con la sua impresa sportiva, ma aveva anche tenuto unita la famiglia con il suo esempio. La moglie Erminia e i figli Roberta e Stefano hanno ricevuto le condoglianze anche della redazione di TuttoBiciWeb. Le fonti consultate non dicono dove sia stato sepolto.

L’eredità

Resta un oro olimpico vinto da un ragazzo di Provaglio d’Iseo, a Città del Messico, e una tappa del Giro d’Italia, quella del Grossglockner del 1971, che resta l’unico successo della sua carriera da professionista. Nel 2015 il CONI gli conferì il Collare d’oro al merito sportivo e per anni il suo negozio di biciclette fu il posto dove gli appassionati andavano a sentirgli raccontare quel giorno del 1968.

Date da ricordare

  • 20 ottobre 1946 — nasce a Provaglio d’Iseo
  • 1968 — vince l’oro olimpico nella prova in linea
  • 23 ottobre 1968 — la gara di Città del Messico
  • 1969 — passa professionista
  • 1971 — la tappa del Grossglockner al Giro d’Italia
  • 2015 — il Collare d’oro del CONI
  • 8 settembre 2026 — muore a Provaglio d’Iseo
  • 10 settembre 2026 — i funerali nella chiesa parrocchiale del paese

1946–2026

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Immagine: Immagine ricreata: ritratto dipinto, generato con intelligenza artificiale. Non è una fotografia.

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