Salta al contenuto
Accedi

Sergio Graziani

Attore, Doppiatore e Direttore del doppiaggio italiano

Nascita
Scomparsa

Un QR per raggiungere questa memoria

Il rito

Per lasciare un gesto serve entrare: bastano pochi istanti.

Così la famiglia sa chi l'ha acceso.

Sergio Graziani nacque a Udine e si diplomò all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Esordì in teatro diretto da Luigi Squarzina, con Il potere e la gloria, testo di Graham Greene, e negli anni sessanta mise in scena come attore e come regista autori importanti, tra cui Albert Camus con Lo stato d’assedio e Pier Paolo Pasolini con Nel ’46!, portato in scena il 31 maggio 1965. Lavorò anche con Aldo Trionfo a Torino in L’usuraio e la sposa bambina (1973), e nel 1979 recitò con Gigi Proietti ne Il bugiardo di Goldoni, diretto da Ugo Gregoretti, che ebbe successo allo Stabile di Genova.

Dagli anni sessanta si dedicò con grande continuità al doppiaggio. Fu tra le voci italiane principali di Michael Caine, Klaus Kinski, Peter O’Toole e Donald Sutherland; prestò la voce a Sutherland in M*A*S*H e JFK – Un caso ancora aperto, a O’Toole in Lawrence d’Arabia e Il leone d’inverno, a Kinski in Nosferatu, il Principe della notte e a Caine in Zulu. Doppiò inoltre Philippe Noiret, Jean-Louis Trintignant, Richard Harris e Franco Nero. Come direttore del doppiaggio collaborò con Damiano Damiani e Dario Argento.

Molti lo ricordano anche come voce del professor Farnsworth nelle prime cinque stagioni di Futurama.

Fu attore anche al cinema e in televisione. Tra i film si ricordano Una ragazza piuttosto complicata (1969), Le cinque giornate (1973), Il sogno della farfalla di Marco Bellocchio (1994) e Ma che colpa abbiamo noi di Carlo Verdone (2003); è anche il cardinal Canareggio ne Il Santo Soglio di Luigi Magni, episodio di Signore e signori, buonanotte (1976). In televisione comparve in sceneggiati come Vita di Dante (1965), Vita di Cavour (1967), Anna Karenina (1974) e in serie come Don Matteo e Distretto di Polizia.

Fu anche pittore, allievo di Afro, Leoncillo e Ziveri, con mostre in Italia e all’estero, e poeta: pubblicò due raccolte, Carte segrete nel 1975 e Chiaro di rabbia nel 1977, finalista al Premio Martina Franca. Si ritirò dalle scene nel 2014 e morì a Roma. Era suocero di Fabrizio Vidale, e le doppiatrici Sara e Chiara Vidale sono sue nipoti. Chi ascolta ancora i film che ha doppiato ritrova la sua voce, dentro una carriera fatta di tanti mestieri dell’arte.

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Gawain78, Public domain (Wikimedia Commons)

Scheda scritta dalla redazione di Cimiteri.Online, che ne risponde.

Segnala un errore

Chi ha scritto questa scheda

Questa scheda l'ha scritta la redazione di Cimiteri.Online, e ne rispondiamo noi. Non è stata creata da un familiare e non è una memoria di famiglia: le memorie le crea chi ha titolo, e restano sue.

Correggila, o falla togliere

Se qui c'è un errore, dillo e lo correggiamo. E se sei un familiare di Sergio Graziani e non vuoi che questa scheda resti sul sito, scrivicelo. Non serve iscriversi. La decide la Redazione, non un sistema automatico: per sicurezza ti mandiamo un'e-mail con un link, valido 24 ore, da aprire per confermare.

Cosa vuoi fare?

A cura di Cimiteri.Online