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Elsa Morante

Scrittrice, Saggista, Poetessa e Traduttrice italiana

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Così la famiglia sa chi l'ha acceso.

Nascita: 18 agosto 1912, Roma. Morte: 25 novembre 1985, Roma, a 73 anni.

Chi era

Elsa Morante è stata una scrittrice, poetessa, saggista e traduttrice romana, tra le voci più importanti della narrativa italiana del secondo dopoguerra. Nel 1957 fu la prima donna a vincere il Premio Strega, con L’isola di Arturo, e nel 1974 pubblicò La Storia, romanzo ambientato nella Roma della guerra che ebbe un enorme pubblico e fece discutere la critica. La Treccani la descrive come una delle figure più originali e appartate della letteratura del Novecento.

Infanzia e famiglia

Nacque a Roma il 18 agosto 1912, al numero 7 di via Anicia, e trascorse l’infanzia nel quartiere popolare di Testaccio. La madre, Irma Poggibonsi, era una maestra di famiglia ebrea originaria di Modena. Il padre legale era Augusto Morante, sorvegliante in un istituto di correzione per minorenni; il padre naturale era Francesco Lo Monaco, impiegato delle poste siciliano, che Elsa credette a lungo il suo padrino e di cui, secondo Wikipedia in italiano, scoprì il ruolo a quattordici anni. Wikipedia in inglese parla di un vicino di casa della famiglia, scoperto come padre biologico quando era adolescente.

Crebbe con i fratelli più piccoli Aldo, Marcello e Maria, tutti figli di Lo Monaco. Marcello, che diventò anch’egli scrittore, raccontò la storia di quella famiglia nelle memorie intitolate Maledetta Benedetta. Wikipedia in inglese osserva che Elsa ebbe poco sostegno dai genitori e si formò soprattutto da sola; la Treccani aggiunge che, cresciuta in una situazione familiare complessa, divenne presto indipendente dal punto di vista economico, collaborando con giornali e riviste.

Gli esordi

Cominciò da ragazza a scrivere filastrocche, favole, poesie e racconti brevi. Dal 1933 e fino all’inizio della guerra uscirono su riviste di tipo diverso: tra le altre il Corriere dei Piccoli e il Meridiano di Roma. Su I diritti della scuola uscì a puntate, fra il 1935 e il 1936, il romanzo breve Qualcuno bussa alla porta; la testata più importante fu Oggi, il settimanale diretto da Mario Pannunzio e Arrigo Benedetti, per il quale usò anche pseudonimi maschili come Antonio Carrera. Tra il 1931 e il 1937 pubblicò sulla rivista L’Eroica quattro poesie e un racconto, Il bambino ebreo, che lo studioso Marco Bardini ha riportato alla luce.

Il suo primo libro, pubblicato da Garzanti nel 1941, raccolse racconti giovanili con il titolo Il gioco segreto. Nel 1942 Einaudi stampò Le bellissime avventure di Caterì dalla trecciolina, libro per ragazzi illustrato dall’autrice, che nel 1959 fu rielaborato e accresciuto come Le straordinarie avventure di Caterina.

Il matrimonio con Moravia e gli anni di guerra

Nel 1936 il pittore Giuseppe Capogrossi le fece conoscere lo scrittore Alberto Moravia; si sposarono il 14 aprile 1941. Con lui frequentò i maggiori scrittori e intellettuali del dopoguerra, da Umberto Saba ad Attilio Bertolucci, da Giorgio Bassani a Sandro Penna, e strinse una lunga amicizia con Pier Paolo Pasolini. La Treccani sottolinea che partecipò intensamente alla vita culturale romana ma senza mai legarsi ai gruppi dominanti dell’epoca.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, per sfuggire ai nazifascisti, i due lasciarono la Roma occupata dai tedeschi con un treno diretto a Napoli. La linea era interrotta e scesero a Fondi, in provincia di Latina, dove vissero ospiti dei contadini della zona. Quei luoghi tornano nella Ciociara di Moravia e nella Storia di Elsa. In quel periodo Morante iniziò la stesura di Menzogna e sortilegio e la traduzione dello Scrapbook di Katherine Mansfield; la voce inglese racconta che tornò un momento a Roma, a suo rischio, per recuperare il manoscritto del romanzo e dei vestiti invernali.

Alla fine della guerra la coppia conobbe il traduttore americano William Weaver, che l’aiutò a farsi conoscere negli Stati Uniti; Weaver tradusse poi La Storia e Aracoeli.

I romanzi

Il primo romanzo, Menzogna e sortilegio, uscì da Einaudi nel 1948 grazie anche all’intermediazione di Natalia Ginzburg. Con il sostegno del critico Giacomo Debenedetti vinse il Premio Viareggio, che quell’anno condivise con Aldo Palazzeschi. Fu pubblicato negli Stati Uniti nel 1951 come House of Liars, ma Morante giudicò deludente quella traduzione, che aveva tolto circa centocinquanta pagine.

Negli anni seguenti si interessò al cinema. Nel 1949 scrisse con Alberto Lattuada il trattamento di un film, Miss Italia, e nel 1952 ne ideò un altro con Franco Zeffirelli; nessuno dei due fu realizzato. Tra il 1951 e il 1952 tenne alla radio una rubrica di critica cinematografica, da cui si dimise dopo un atto di censura della dirigenza Rai. L’amicizia con Pasolini rafforzò questo legame: ebbe una breve parte come detenuta in Accattone (1961), fu accanto al regista durante le riprese di molti suoi film degli anni Sessanta e collaborò, in forma anonima, a parecchie colonne sonore; secondo Wikipedia in italiano fu presente sul set del Vangelo secondo Matteo come aiuto-regista non accreditata. Di Elsa sono anche i versi della ballata cantata da un giullare nel Romeo e Giulietta di Zeffirelli (1968).

L’isola di Arturo uscì da Einaudi nel 1957 e le valse il Premio Strega, con grande successo di pubblico e di critica. Nel 1962 ne fu tratto un film diretto da Damiano Damiani. La Treccani vede nel romanzo una reinterpretazione di alcuni nuclei del neorealismo, l’attenzione agli esclusi e agli umili, trasformata in materia lirica, simbolica ed esistenziale. Nel 1958 pubblicò da Longanesi la raccolta di sedici poesie Alibi.

Negli anni Sessanta uscirono la raccolta di racconti Lo scialle andaluso (Einaudi, 1963) e la conferenza intitolata Pro o contro la bomba atomica, tenuta in più città e pubblicata nel 1965, un breve saggio in cui Wikipedia in italiano riconosce l’esposizione più chiara della sua idea di poesia: ciò che tiene viva la realtà e sconfigge l’irrealtà.

Gli anni Sessanta e Settanta

Nel 1961 lei e Moravia si separarono senza divorziare; la Treccani indica come data della separazione definitiva il 1962. Qualche anno prima Elsa aveva avuto una relazione burrascosa con il regista Luchino Visconti; nei primi anni Sessanta si legò al pittore americano Bill Morrow, morto nel 1962. Il lutto la segnò: continuò a scrivere in modo sporadico e lasciò incompiuto un romanzo, Senza i conforti della religione. Fra gli amici di quegli anni c’erano il critico Cesare Garboli e l’attore Carlo Cecchi, poi curatori delle sue Opere nei Meridiani Mondadori.

Nel 1968 uscì Il mondo salvato dai ragazzini, un insieme di poesia tradizionale, canzoni, favole morali e un atto unico teatrale, La commedia chimica. La Treccani lo legge come il punto in cui la vena lirica diventa una tensione utopica e anarchica, diffidente verso le strutture del potere. Wikipedia in inglese indica la rottura con Pasolini dopo la recensione negativa a La Storia; quella in italiano colloca l’allontanamento definitivo intorno al 1971.

Dal 1971 lavorò a La Storia, riprendendo personaggi e temi del vecchio progetto incompiuto. Il romanzo uscì nel 1974 da Einaudi, per volontà dell’autrice direttamente in edizione economica, nella collana «Gli struzzi». Ebbe un successo immediato e fama internazionale, ma anche attacchi durissimi di molti critici militanti, di destra e di sinistra. Secondo la Treccani, ambientata a Roma durante la guerra, la vicenda segue Ida Ramundo, ebrea non dichiarata, vedova e povera, che subisce la violenza di un soldato tedesco e vive nella paura di essere scoperta; il libro portò sulla pagina temi come la violenza sessuale e la maternità in un Paese dove abortire restava un reato fino alla legge del 1978. Furono polemici Alberto Asor Rosa («populismo moralistico»), Italo Calvino («patetico») e Rossana Rossanda; la studiosa che firma la voce Treccani lega queste reazioni, in parte, a pregiudizi di genere, dato che la scrittura femminile era ancora sospettata di leggerezza. Il confronto segnò profondamente la scrittrice. Nel 2002 il Club norvegese del libro incluse il romanzo fra i cento migliori libri di ogni epoca.

Gli ultimi anni

Il suo ultimo romanzo, Aracoeli, uscì da Einaudi nel 1982 e nel 1984 le fece ottenere il Prix Médicis; la Treccani lo vede tornare ai temi della dissoluzione familiare, della memoria e del rapporto fra madre e figlio. Prima di concluderlo si fratturò il femore cadendo, e dovette restare a lungo a letto. Dopo l’uscita del libro si ammalò gravemente e fu ricoverata in clinica, dove subì un intervento chirurgico complesso che, scrive Wikipedia in italiano, non le giovò molto.

Le opere

  • 1941 — Il gioco segreto, raccolta di racconti
  • 1942 — Le bellissime avventure di Caterì dalla trecciolina
  • 1948 — Menzogna e sortilegio, Premio Viareggio
  • 1957 — L’isola di Arturo, Premio Strega
  • 1958 — Alibi, raccolta di sedici poesie
  • 1963 — Lo scialle andaluso, racconti
  • 1965 — Pro o contro la bomba atomica, conferenza e saggio
  • 1968 — Il mondo salvato dai ragazzini
  • 1974 — La Storia
  • 1982 — Aracoeli, Prix Médicis nel 1984

La morte

Elsa Morante morì a Roma il 25 novembre 1985, a 73 anni. Wikipedia in italiano indica come causa un infarto, dopo una lunga malattia seguita alla pubblicazione di Aracoeli; la Treccani indica soltanto l’anno e il luogo, mentre la data precisa è confermata da Wikidata. Nel quarantesimo anniversario, il 25 novembre 2025, L’Espresso ha ricordato la sua scomparsa e la crescita dell’interesse per i suoi libri anche all’estero e fra le nuove generazioni.

L’eredità

Dopo la morte uscirono nel 1987 la raccolta di scritti sul tema nucleare, i due volumi delle Opere curati da Cesare Garboli e Carlo Cecchi (1988-1990) e il Diario 1938 (Einaudi, 1989). Nel 2002 furono raccolti i Racconti dimenticati, curati da Irene Babboni e Carlo Cecchi; nel 2013 Einaudi pubblicò gli Aneddoti infantili, comparsi tra il 1939 e il 1940 sul settimanale Oggi. Nel 2012 è uscita la raccolta di 596 lettere L’amata, curata dal nipote Daniele Morante. I manoscritti sono alla Biblioteca nazionale centrale della capitale, che le ha dedicato due mostre, nel 2006 e nel 2012. Wikipedia in inglese ricorda la prima biografia in lingua inglese, A Woman of Rome di Lily Tuck (2008).

La Storia è diventata uno sceneggiato televisivo diretto da Luigi Comencini nel 1986 e, nel 2024, una serie di Francesca Archibugi. Il Premio Procida-Isola di Arturo-Elsa Morante, assegnato fra gli altri nel 1997 ad Alda Merini (secondo la voce di Wikipedia dedicata alla poetessa), porta il suo nome. Tra i parenti c’è l’attrice Laura Morante, sua nipote.

Date da ricordare

  • 18 agosto 1912 — nascita a Roma
  • 14 aprile 1941 — il matrimonio con Alberto Moravia
  • 8 settembre 1943 — la fuga da Roma verso Fondi
  • 1948 — Menzogna e sortilegio e il Premio Viareggio
  • 1957 — il Premio Strega con L’isola di Arturo
  • 1974 — l’uscita di La Storia
  • 1984 — il Prix Médicis per Aracoeli
  • 25 novembre 1985 — la morte a Roma

1912–1985

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Autore sconosciuto, Public domain (Wikimedia Commons)

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