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Massimo Troisi

Attore, Regista, Sceneggiatore e Cabarettista italiano

Nascita
Scomparsa

Riposa a Cimitero di San Giorgio a Cremano

Un QR per raggiungere questa memoria

Il rito

Per lasciare un gesto serve entrare: bastano pochi istanti.

Così la famiglia sa chi l'ha acceso.

Nascita: 19 febbraio 1953, San Giorgio a Cremano. Morte: 4 giugno 1994, Roma (Infernetto, per Wikipedia; Ostia per Treccani e Il Post), a 41 anni.

Chi era

Massimo Troisi è stato un attore, comico, regista e sceneggiatore napoletano. Nato a San Giorgio a Cremano, alle porte di Napoli, ha portato in scena una comicità fatta di pause, esitazioni e frasi interrotte, lontana dal cliché della napoletanità rumorosa. Wikipedia in italiano lo definisce il «Pulcinella senza maschera». Con il trio La Smorfia conquistò la televisione, con Ricomincio da tre il cinema, e con Il postino, l’ultimo film, arrivò fino alle candidature all’Oscar. Morì a 41 anni, poche ore dopo la fine delle riprese di quel film.

Infanzia e formazione

Nacque il 19 febbraio 1953, in una famiglia numerosa: il padre Alfredo era ferroviere, la madre Elena casalinga. Wikipedia in italiano lo dice quinto di sei figli; il Dizionario biografico degli italiani della Treccani lo dice sesto e ultimo. Da neonato fu scelto come testimonial di un latte in polvere, dopo che la madre aveva spedito una sua foto all’azienda. Da bambino ebbe la febbre reumatica, che lasciò un danno alla valvola mitrale e un cuore fragile per tutta la vita.

A scuola non brillò: frequentò un istituto per geometri senza finirlo. A quindici anni debuttò nel teatrino parrocchiale della chiesa di Sant’Anna con un gruppo di amici, tra cui Lello Arena. Era timido, e proprio il palco lo aiutò a sciogliersi; cominciò a scrivere piccoli atti unici e a recitare farse napoletane, compresa una di Antonio Petito con Pulcinella. In quegli anni vinse anche un premio locale di poesia (Wikipedia in italiano; Treccani).

La targa in piazza Troisi, a San Giorgio a Cremano: secondo la descrizione su Wikimedia Commons sorge dove, fino agli anni Settanta, c'era la casa natale dell'attore (2026)
La targa in piazza Troisi, a San Giorgio a Cremano: secondo la descrizione su Wikimedia Commons sorge dove, fino agli anni Settanta, c'era la casa natale dell'attore (2026) — Retaggio, CC BY-SA 4.0. Wikimedia Commons

Il cuore e Houston

Nel 1976, a 23 anni, Troisi subì a Houston, in Texas, la sostituzione di una valvola del cuore. Una parte delle spese venne coperta da una colletta lanciata dal quotidiano Il Mattino. L’intervento riuscì e, tornato in Italia, riprese subito il teatro. Parlava poco della sua malattia: la conoscevano i familiari e gli amici più stretti (Wikipedia in italiano).

La Smorfia

Nel 1977, con Lello Arena ed Enzo Decaro, formò il trio che prese il nome di La Smorfia. Secondo il racconto di Wikipedia in italiano, il nome nacque a Napoli, al Sancarluccio: alla domanda su come si chiamassero, Troisi rispose con una smorfia, richiamando l’interpretazione dei sogni da giocare al lotto. Notati al cabaret romano La Chanson, i tre arrivarono in televisione con il varietà Non stop (1978) e poi con Luna Park (1979), programma condotto da Pippo Baudo (Panorama; Treccani). Restano famosi gli sketch dell’Annunciazione, dove Troisi era una moglie scambiata da Arena, nei panni dell’arcangelo Gabriele, per la Vergine, e quello di Noè con gli animali inventati. Il trio si sciolse all’inizio degli anni Ottanta: Troisi spiegò che ormai quel formato lo limitava.

Ricomincio da tre

Con la sceneggiatrice Anna Pavignano e con Ottavio Jemma scrisse il suo primo film da autore, regista e interprete. Ricomincio da tre uscì il 12 marzo 1981 e racconta di Gaetano, giovane napoletano che si trasferisce a Firenze e si offende quando gli chiedono se è un emigrante. Fu girato in sei settimane e incassò, secondo Wikipedia in italiano, 14 miliardi di lire. Valse a Troisi premi come regista e come attore: due David di Donatello secondo Wikipedia in italiano, mentre la Treccani ricorda un David e un Orso d’argento. Alcuni critici lo paragonarono a Eduardo e a Totò, un accostamento che lui rifiutò per modestia.

Massimo Troisi e Lello Arena in una scena di Scusate il ritardo (1983)
Massimo Troisi e Lello Arena in una scena di Scusate il ritardo (1983) — Razzairpina, Public domain. Wikimedia Commons

Gli anni Ottanta e i film con Scola

Seguirono Scusate il ritardo (1983), la storia di un giovane napoletano apatico, che la Treccani definisce il suo film forse più intimo, e Non ci resta che piangere, scritto e diretto con Roberto Benigni: due amici finiti per caso nel 1492 cercano di fermare Cristoforo Colombo. Il film è datato 1984 da Wikipedia in italiano e dalla Treccani, 1985 da altre fonti. Nel 1987 firmò Le vie del Signore sono finite, ambientato sotto il fascismo.

Con Ettore Scola girò Splendor e Che ora è, accanto a Marcello Mastroianni, e Il viaggio di Capitan Fracassa, dove fu un malinconico Pulcinella. Per Che ora è vinse alla Mostra del cinema di Venezia del 1989 la Coppa Volpi come miglior attore, a pari merito con Mastroianni; i due diventarono amici.

Il costume di Pulcinella indossato da Troisi ne Il viaggio di Capitan Fracassa (1990), esposto negli studi di Cinecittà (2020)
Il costume di Pulcinella indossato da Troisi ne Il viaggio di Capitan Fracassa (1990), esposto negli studi di Cinecittà (2020) — Sailko, CC BY 3.0. Wikimedia Commons

Nel 1991 tornò alla regia con Pensavo fosse amore… invece era un calesse, un film che parla soltanto d’amore. Fu il suo ultimo come regista.

Il postino

L’idea nacque da un libro, Il postino di Neruda di Antonio Skármeta, che gli regalò la compagna Nathalie Caldonazzo. Troisi ne comprò i diritti e propose la regia a Michael Radford. Nell’estate del 1993 la sceneggiatura fu scritta con Radford e Furio Scarpelli; il controllo a Houston rivelò però che le due valvole artificiali si erano deteriorate. Fu necessario un nuovo intervento, durante il quale ebbe un infarto e restò in ospedale più di un mese e mezzo. Gli prospettarono un trapianto, ma lui volle finire prima il film (Wikipedia in italiano; Treccani).

Le riprese si svolsero tra Salina, Procida e Pantelleria, con Philippe Noiret nei panni di Neruda e Maria Grazia Cucinotta nel cast. Il fisico di Troisi cedeva ogni giorno di più, tanto che nelle scene più faticose fu sostituito da una controfigura. Come autore firmò la sceneggiatura, ma Radford è il regista. Il film, presentato in anteprima a Venezia nel 1994, ebbe cinque candidature agli Oscar nel 1996, tra cui quella a Troisi come attore; vinse quella per la colonna sonora di Luis Bacalov.

La morte

Troisi morì il 4 giugno 1994, nel sonno, per un nuovo attacco cardiaco, poco dopo la fine delle riprese. Sul luogo le fonti non concordano: Wikipedia in italiano e in inglese indicano la villa della sorella Annamaria all’Infernetto, quartiere di Roma; la Treccani scrive Ostia, mentre il Dizionario biografico dice soltanto «a casa della sorella a Roma». Il Post parla di una casa di amici a Ostia.

Dove riposa

Il funerale fu celebrato il 6 giugno nella chiesa di Sant’Antonio, a San Giorgio a Cremano. Secondo Wikipedia in italiano, le sue spoglie sono nel Cimitero della città, insieme a quelle dei genitori. Lo conferma una cronaca di Napolike del 2020: ogni 19 febbraio, per il compleanno, la città porta dei fiori alla sua tomba, nel camposanto comunale di San Giorgio a Cremano.

L’eredità

Nel 2022, per i 69 anni dalla nascita, San Giorgio a Cremano gli ha dedicato una statua a grandezza naturale, accanto a una bicicletta come nel suo ultimo film, e ha scoperto una targa su Palazzo Bruno, luogo di nascita (così scrive l’AGI, che la colloca sulla facciata; la targa fotografata in piazza Troisi dice invece che il palazzo fu demolito negli anni Settanta). Nella stessa piazza, secondo Wikimedia Commons, c’è anche un murale che lo ritrae nel ruolo di Mario Ruoppolo.

Il monumento e il murale in piazza Troisi, a San Giorgio a Cremano, con l'attore nel ruolo di Mario Ruoppolo (2026)
Il monumento e il murale in piazza Troisi, a San Giorgio a Cremano, con l'attore nel ruolo di Mario Ruoppolo (2026) — Retaggio, CC BY-SA 4.0. Wikimedia Commons
Piazza Massimo Troisi, a San Giorgio a Cremano (2026)
Piazza Massimo Troisi, a San Giorgio a Cremano (2026) — Retaggio, CC BY-SA 4.0. Wikimedia Commons

Il suo nome è su un cinema a San Donato Milanese, in provincia di Milano (Wikimedia Commons).

Il cinema Troisi a San Donato Milanese (2013)
Il cinema Troisi a San Donato Milanese (2013) — Marcuscalabresus, CC BY-SA 3.0. Wikimedia Commons

Nel 2023 Mario Martone gli ha dedicato il documentario Laggiù qualcuno mi ama, che ai David di Donatello 2024 ha vinto come miglior documentario. L’amico Pino Daniele mise in musica una poesia di Troisi, ‘O ssaje comme fa ‘o core.

Date da ricordare

  • 19 febbraio 1953 — nascita a San Giorgio a Cremano
  • 1976 — l’operazione alla valvola mitrale a Houston
  • 1977 — nasce La Smorfia
  • 12 marzo 1981 — esce Ricomincio da tre
  • 1989 — Coppa Volpi a Venezia per Che ora è
  • 4 giugno 1994 — la morte
  • 6 giugno 1994 — i funerali a San Giorgio a Cremano
  • 1996 — le candidature agli Oscar per Il postino

1953–1994

Dove riposa

Cimitero di San Giorgio a Cremano, San Giorgio a Cremano (NA)
Cimitero di San Giorgio a Cremano (San Giorgio a Cremano)

Da dove viene quello che c'è scritto

Immagine: Gorup de Besanez, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)

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